Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante di 35 anni ucciso a coltellate a Taranto mentre si trovava in bicicletta in via Garibaldi. Nell’ordinanza di convalida del fermo nei confronti di Cosimo Colucci, 22 anni, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Gabriele Antonaci, ha definito “particolarmente allarmante” la condotta emersa dall’analisi dei filmati agli atti, parlando di una vera e propria “sensazione di impunità” da parte degli aggressori.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il gruppo avrebbe agito in pieno centro città, in un contesto e in un orario tali da rendere concreta la possibilità di essere visti o ripresi. Nonostante ciò, gli autori del pestaggio non si sarebbero preoccupati della presenza di testimoni né delle telecamere di videosorveglianza.
Il giudice sottolinea inoltre come gli aggressori non abbiano tentato di nascondere la propria identità, agendo a volto scoperto e mostrando “una condotta gravemente sprezzante della vita altrui”.
La ricostruzione investigativa indica che Sako stava percorrendo la strada in bicicletta, diretto al lavoro nei campi, quando sarebbe stato accerchiato e brutalmente aggredito senza un apparente motivo. A colpirlo mortalmente sarebbe stato un 15enne, che gli avrebbe inferto due coltellate all’addome e una al torace.
Nel procedimento risultano indagati per concorso in omicidio anche un 20enne e quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni. Le indagini stanno inoltre approfondendo la posizione del titolare di un bar della zona, accusato di favoreggiamento personale per non aver fornito elementi utili agli inquirenti e per non aver prestato soccorso alla vittima dopo l’aggressione.
Secondo l’accusa, infatti, il bracciante sarebbe entrato nel locale chiedendo aiuto prima di accasciarsi a terra, ma non sarebbe stato soccorso né sarebbe stata allertata tempestivamente la macchina dei soccorsi.
Sul fronte delle indagini, per martedì 19 maggio è previsto il conferimento dell’autopsia al medico legale incaricato dalla procura per i minorenni, mentre nella stessa giornata verranno affidati gli incarichi per la consulenza tecnica sui filmati di videosorveglianza e sui dispositivi elettronici sequestrati agli indagati e alla vittima.
Le verifiche proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione e chiarire il ruolo di ciascuno dei soggetti coinvolti nella vicenda.





