Sono dodici le persone finite in manette perché ritenute appartenenti alla cosiddetta “banda del buco”, il gruppo specializzato in rapine messe a segno attraverso cunicoli sotterranei. L’operazione è scattata in provincia di Caserta, dove i sospettati – tutti italiani – avrebbero realizzato diversi colpi ai danni di banche, uffici postali e gioiellerie.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, si concentrano in particolare su due rapine consumate nel Casertano e su una serie di tentativi falliti. Tuttavia, gli inquirenti non escludono che la stessa banda possa essere responsabile anche della clamorosa rapina avvenuta lo scorso 16 aprile al Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero di Napoli.
Proprio quel colpo resta uno degli episodi più eclatanti degli ultimi mesi. Durante l’assalto, circa 25 persone tra dipendenti e clienti furono tenute in ostaggio mentre i banditi agivano indisturbati all’interno della filiale. A distanza di quasi due mesi, però, i responsabili non sono stati ancora identificati.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la rapina sarebbe iniziata intorno a mezzogiorno, quando tre uomini con il volto coperto sono entrati dall’ingresso principale della banca. All’interno, altri complici sarebbero emersi da un cunicolo scavato dalle fogne, attraverso un foro di circa un metro di diametro.
Il commando, composto da almeno sei persone – ma secondo alcune testimonianze potrebbero essere state anche nove – avrebbe agito con rapidità e organizzazione. Due di loro erano armati di pistole, poi risultate finte. Senza ricorrere a violenza esplicita, i rapinatori hanno radunato i presenti in un ufficio, per poi dirigersi verso il caveau.
Una volta all’interno, con attrezzi da scasso, hanno forzato manualmente decine di cassette di sicurezza, portando via il contenuto. Non è ancora chiaro se qualcuno sia stato costretto ad aprire la cassaforte, né l’entità complessiva del bottino.
Tra le ipotesi investigative, anche quella della presenza di un basista interno alla filiale, che avrebbe fornito informazioni fondamentali per la riuscita del colpo.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti tra gli arrestati e la rapina del Vomero, mentre gli investigatori lavorano per ricostruire l’intera rete e accertare tutte le responsabilità.





