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Ex finalista di Miss Svizzera uccisa e fatta a pezzi, il marito condannato all’ergastolo

MUTTENZ – Si è concluso con una condanna all’ergastolo il processo per l’omicidio di Kristina Joksimovic, ex finalista di Miss Svizzera uccisa nel 2024 all’interno della sua abitazione di Binningen. Il tribunale di Muttenz ha riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale il marito, Marc Rieben, imprenditore di 43 anni, ritenendo provata la sua responsabilità in quello che è stato definito uno dei casi di cronaca nera più efferati degli ultimi anni nel Paese.

La sentenza accoglie integralmente l’impianto accusatorio e conferma la massima pena prevista dall’ordinamento svizzero per reati di eccezionale gravità. In Svizzera, infatti, l’ergastolo viene applicato raramente e prevede una prima possibile revisione della pena soltanto dopo quindici anni di detenzione.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini e del processo, Rieben avrebbe strangolato la moglie durante una lite domestica per poi procedere alla distruzione del corpo nella lavanderia dell’abitazione di famiglia. Gli investigatori hanno accertato che l’uomo avrebbe utilizzato diversi strumenti, tra cui un seghetto alternativo, cesoie da giardino e un coltello, nel tentativo di occultare il delitto e cancellarne le tracce.

Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito una serie di azioni finalizzate a rendere più difficile il ritrovamento e l’identificazione dei resti della vittima, elementi che hanno contribuito a rafforzare la tesi della premeditazione sostenuta dall’accusa.

Nel corso del dibattimento, i legali dell’imputato avevano cercato di ottenere una derubricazione dell’accusa, sostenendo che l’uomo avesse reagito a un’aggressione subita dalla moglie durante una discussione legata alla separazione e al divorzio.

Una versione che non ha trovato riscontro nelle risultanze processuali. Le perizie medico-legali hanno escluso la presenza di ferite compatibili con un attacco ai danni dell’imputato e hanno invece confermato gli elementi raccolti dagli investigatori, portando il tribunale a escludere qualsiasi ipotesi di legittima difesa.

Particolarmente rilevanti per il verdetto sono state le valutazioni degli esperti incaricati dal tribunale. Gli psichiatri hanno descritto Marc Rieben come una persona caratterizzata da marcati tratti narcisistici e da un forte bisogno di controllo.

Secondo gli specialisti, l’uomo avrebbe agito con lucidità e freddezza, mostrando una sostanziale assenza di empatia anche nelle ore successive all’omicidio. Elementi che, insieme alle prove raccolte durante le indagini, hanno contribuito a delineare un quadro accusatorio particolarmente grave.

Oltre alla pena detentiva, il giudice ha disposto importanti risarcimenti per i familiari della vittima. Alle due figlie minori della coppia e alla madre di Kristina Joksimovic sono stati riconosciuti 100 mila franchi svizzeri ciascuna a titolo di danno morale. Al padre della donna, che fu tra i primi a confrontarsi con la drammatica scoperta del delitto, è stato assegnato un indennizzo di 120 mila franchi, mentre alla sorella della vittima spetteranno 60 mila franchi.

Secondo quanto riportato dai media svizzeri presenti in aula, Marc Rieben ha ascoltato la lettura della sentenza senza manifestare particolari reazioni. Con il verdetto del tribunale di Muttenz si chiude così una vicenda che ha profondamente scosso la Svizzera e che resta tra i casi di cronaca più inquietanti degli ultimi anni.

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