Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un accordo che prevede la “cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano”. L’annuncio è arrivato dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X.
Secondo quanto reso noto, la cerimonia ufficiale di firma dell’intesa è prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera e rappresenterebbe un importante passo verso la de-escalation delle tensioni che negli ultimi mesi hanno coinvolto il Medio Oriente.
La notizia è stata confermata sia dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sia dalla televisione di Stato iraniana. Tuttavia, il leader americano ha mantenuto una posizione prudente sul futuro dei rapporti tra Washington e Teheran. In un’intervista al New York Times, Trump ha infatti avvertito che gli Stati Uniti potrebbero riprendere le operazioni militari contro l’Iran qualora non si giungesse a un accordo definitivo sul programma nucleare della Repubblica islamica.
Da Teheran, invece, sono arrivati toni trionfalistici. In un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, lo Stato maggiore iraniano ha affermato che l’Iran “ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti”, sostenendo che “il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi”.
Sul fronte diplomatico europeo, è arrivato il sostegno di Regno Unito, Francia, Germania e Italia. I quattro Paesi, riuniti nel gruppo E4, hanno espresso il proprio via libera alla revoca di alcune sanzioni nei confronti dell’Iran, subordinando però tale apertura alla garanzia che Teheran non acquisisca mai armi nucleari.
“Siamo pronti a collaborare con Stati Uniti, Iran e Agenzia internazionale per l’energia atomica per raggiungere questo obiettivo”, hanno dichiarato congiuntamente i leader dei quattro Paesi europei.
L’intesa annunciata rappresenta un possibile punto di svolta nei rapporti tra Washington e Teheran, ma il dossier nucleare continua a essere il nodo centrale da sciogliere per trasformare il cessate il fuoco in una pace duratura e stabile nella regione.





