Latest Posts

Malata terminale chiede di rivedere le figlie prima di morire, il Tribunale dice no: “Pregiudizievole per le minori”

La speranza di poter salutare un’ultima volta le proprie figlie si è infranta davanti al no definitivo del Tribunale per i minorenni. La protagonista di questa drammatica vicenda è una donna affetta da una malattia terminale che, dopo aver lasciato alle spalle un passato segnato dalla tossicodipendenza e da un grave degrado familiare, aveva presentato un’istanza per incontrare le due figlie, oggi adolescenti e adottate da un’altra famiglia.

La richiesta puntava a ottenere uno o più incontri protetti, da svolgersi alla presenza dei servizi sociali, del tutore e con il pieno coinvolgimento della famiglia adottiva. I giudici hanno però respinto l’istanza, spiegando nell’ordinanza che il collegio, pur prendendo atto umanamente della situazione drammatica in cui versa la madre, non ritiene opportuno un riavvicinamento con le minori, in quanto risulterebbe pregiudizievole per le stesse. Si tratta di una decisione netta, arrivata nonostante la donna sostenga di aver ricostruito la propria vita e di essere uscita ormai da tempo dal tunnel della dipendenza che aveva contribuito alla perdita delle figlie.

La vicenda, raccontata dalle pagine del quotidiano Il Messaggero, affonda le sue radici nel 2019. In quell’anno, il Tribunale dispose la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei figli, collocati inizialmente in una casa famiglia. Il provvedimento riguardava sia le due bambine sia i loro fratelli maggiori, oggi prossimi alla maggiore età.

Alla base dell’allontanamento vennero evidenziate gravissime criticità all’interno del nucleo familiare, tra cui condizioni abitative precarie, un contesto di profondo disagio sociale e le condotte violente del padre, un uomo gravato da numerosi precedenti penali. Secondo le relazioni dei servizi sociali, i figli assistettero a un violento litigio culminato in un’aggressione alla madre, circostanza che la donna ha sempre ridimensionato parlando di una semplice incomprensione.

Gli assistenti sociali accertarono anche gravi carenze nell’accudimento, come quando una delle bambine fu trovata da sola in strada al mattino. Anche la scuola aveva segnalato una scarsa cura dell’igiene personale e dell’abbigliamento dei minori, frequenti ritardi, assenza di materiale didattico e occasioni in cui le piccole arrivavano in classe senza aver fatto colazione o prive di merenda.

Le relazioni dell’epoca evidenziarono come le bambine si affidarono agli operatori della comunità senza piangere e senza opporre resistenze, mostrando di aver compreso la necessità di quella separazione.

Durante la permanenza dei minori in comunità, furono inizialmente autorizzati incontri e contatti telefonici. I genitori tentarono una battaglia legale per ottenere la revoca del provvedimento, sostenendo nel ricorso che i figli non avevano mai subito privazioni e che la famiglia poteva contare sulla rete di supporto dei parenti.

Il Tribunale confermò tuttavia l’allontanamento, sottolineando come la coppia continuasse a negare le evidenti criticità e il forte disagio manifestato dai figli. Da quel momento prese il via l’iter formale per la dichiarazione dello stato di abbandono, che si è poi concluso con l’adozione definitiva delle due bambine.

Negli ultimi mesi il drastico peggioramento delle condizioni di salute della madre ha spinto gli avvocati a tentare un’ultima mossa legale. Con una diagnosi clinica terminale ormai accertata, l’unico desiderio espresso dalla donna era quello di poter rivedere le figlie un’ultima volta prima del decesso.

Il rigetto del Tribunale ha scatenato la dura reazione dei legali della donna, che hanno definito il provvedimento estremamente grave, dichiarando che si è scelta la strada più radicale e rigida, impedendo qualsiasi tipo di contatto perfino davanti alla morte imminente della madre biologica.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.