Un’era televisiva si è chiusa ufficialmente nella prima serata di mercoledì 2 luglio. Federica Sciarelli ha condotto la sua ultima puntata di Chi l’ha visto?, congedandosi definitivamente dal programma e dal fedelissimo pubblico di Rai 3. Una decisione, quella di lasciare il timone dello storico format, presa in pieno accordo con i vertici di viale Mazzini e già comunicata nei giorni scorsi.
La giornalista ha scelto di mantenere fino all’ultimo il suo inconfondibile stile rigoroso, portando avanti la diretta con il consueto piglio professionale e senza concedere spazio a personalismi. L’attenzione è rimasta saldamente ancorata alle storie e ai drammi dei familiari degli scomparsi, compreso un toccante spazio dedicato alla madre di Elisa Claps. Solo nei secondi finali, prima che scorressero i titoli di coda, Sciarelli ha voluto ritagliare un breve momento per i saluti.
“È stata una bellissima passeggiata durata 22 anni”, ha dichiarato guardando dritto in camera, visibilmente emozionata ma fiera del percorso intrapreso dal 2004 a oggi. Nel suo stringato discorso di commiato, la conduttrice ha ringraziato sentitamente la squadra redazionale, i vertici Rai e, soprattutto, i telespettatori da casa. Un pubblico che, attraverso segnalazioni e vicinanza, ha spesso trasformato il programma in un vero e proprio braccio operativo della giustizia e della solidarietà, incarnando la quintessenza del servizio pubblico.
Con l’uscita di scena di Federica Sciarelli, si apre ora il rebus sul futuro del programma. La successione non si preannuncia semplice: Stefano Coletta, ex direttore di Rai 1 su cui l’azienda aveva inizialmente scommesso, ha rifiutato l’offerta preferendo continuare il proprio lavoro dietro le quinte. Anche Chiara Cazzaniga, storica colonna del format, sembra intenzionata a non muoversi dal suo ruolo sul campo come inviata.
Al momento, la pista più accreditata porta a Veronica Briganti, altra firma storica della trasmissione. Una scelta interna di questo tipo permetterebbe alla Rai di garantire la continuità giornalistica e la sensibilità necessarie a un programma così delicato, replicando il fortunato modello già sperimentato a Report nel passaggio di consegne tra Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci.





