Le frizioni diplomatiche delle passate settimane tra Washington e Roma sono ormai ufficialmente acqua passata. A sancire il definitivo ritorno al sereno è stato Tilman J. Fertitta, ambasciatore americano a Roma, in occasione del tradizionale e blindatissimo ricevimento per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Nella splendida cornice di Villa Taverna, residenza ufficiale del diplomatico statunitense, Fertitta ha voluto spazzare via ogni dubbio sullo stato di salute dell’asse transatlantico: “I rapporti direi che sono ottimi, sono tra i migliori che abbia mai visto da quando sono qui”, ha dichiarato con fermezza. Una festa a stelle e strisce segnata però da un’assenza di peso, quella della premier Giorgia Meloni.
Al centro dei radar diplomatici c’era soprattutto la recente querelle a distanza tra Donald Trump e la presidente del Consiglio italiana. Su questo punto l’ambasciatore Fertitta ha gettato acqua sul fuoco, ridimensionando il caso a semplici dinamiche politiche: “Tra loro c’è un rapporto di lunga data. Trump ha rapporti consolidati con molti leader, e ogni tanto possono esserci piccoli disaccordi. Per quanto mi riguarda è tutto come sempre”. Il diplomatico ha poi tenuto a sottolineare la continuità e la solidità dell’attività quotidiana: “Ho a che fare con tutti ogni giorno, a partire dal presidente del Consiglio in giù, e collaboriamo su questioni militari, politiche e commerciali. Non vedo alcuna ripercussione”.
Il messaggio di totale distensione è stato condiviso pienamente dal governo italiano, presente all’evento con i suoi massimi esponenti. Dal palco di Villa Taverna, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha pronunciato parole chiare e nette per blindare lo storico legame: “L’amicizia tra Italia e Stati Uniti è più forte di ogni polemica. Va oltre i rapporti personali, oltre le frasi più o meno dialettiche”. Il titolare della Farnesina ha poi ricordato il valore del confronto all’interno di una coalizione internazionale: “Essere alleati non significa essere sempre d’accordo su tutto. Ma anche quando emergono sensibilità diverse, l’importante è parlarsi come si fa tra amici, con franchezza. Nei momenti decisivi siamo insieme dalla parte giusta della storia, dalla parte dell’Occidente”.
Sulla stessa linea d’onda si è espresso anche l’altro vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha rimarcato l’assoluta stabilità dei rapporti bilaterali tra i due Paesi. “Nessuno potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti”, ha affermato Salvini nel suo intervento, aggiungendo come i valori fondanti della carta costituzionale americana – i diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità – rappresentino un faro comune e non negoziabile per la difesa della democrazia a livello globale.





