Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, si trova attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. Attraverso una nota ufficiale, Adinolfi ha respinto con forza ogni addebito, dichiarandosi innocente e vittima di una grave ingiustizia. Il leader politico ha sostenuto di essere finito nel mirino di poteri forti, affermando che “alcuni interessi vogliono vedermi nel fango”.
Per descrivere la sua attuale condizione, Adinolfi ha fatto ricorso a una metafora biblica, paragonando le sue difficoltà giudiziarie a una prova di fede e valore: “Dio quando vuole mostrare la regalità di Davide non gli manda una corona, gli manda Golia”.
In merito alle accuse legate al gioco d’azzardo, l’esponente politico ha confessato di scommettere abitualmente da decenni, precisando però di non aver mai sollecitato nessuno a farlo e di non essersi mai arricchito sfruttando gli altri. Adinolfi ha inoltre smentito categoricamente l’ipotesi di una vita lussuosa, descrivendo la perquisizione effettuata dalla Guardia di Finanza come un evento che ha confermato la sua sobrietà: dopo 14 ore di controlli, ha raccontato, gli agenti avrebbero trovato solo due fogli di carta e un bancomat. “Ecco il lusso che hanno trovato”, ha concluso Adinolfi, ribadendo di vivere “da monaco, senza vizi”.





