Latest Posts

Hater di Alessandra Matteuzzi condannati: risarcimenti ai familiari della donna uccisa dall’ex

Tutti e quattro gli imputati nel processo agli hater di Alessandra Matteuzzi — la donna assassinata il 23 agosto 2022 sotto la sua casa a Bologna dall’ex fidanzato Giovanni Padovani, condannato all’ergastolo in via definitiva — sono stati condannati a pene pecuniarie e al risarcimento del danno in favore dei familiari della vittima. Gli imputati, tre donne e un uomo, erano accusati di diffamazione aggravata per aver offeso la reputazione e la memoria della donna attraverso commenti denigratori pubblicati sui social network dopo il tragico omicidio.

I familiari di Alessandra Matteuzzi, assistiti dagli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini, avevano sporto querela nei confronti di diversi utenti del web. I vari filoni d’indagine erano stati successivamente riuniti in un unico procedimento, dopo che alcune delle persone inizialmente coinvolte avevano già definito la propria posizione risarcendo le parti offese.

La giudice monocratica Nicolina Polifroni ha stabilito per i quattro imputati condanne a pene pecuniarie comprese tra i 4mila e i 20mila euro. A queste sanzioni si aggiunge l’obbligo di risarcimento del danno, quantificato in 5mila euro per ciascun imputato a favore della sorella della vittima, Stefania Matteuzzi, e in 3mila euro ciascuno per i due nipoti della donna. Per tre dei condannati la pena è stata sospesa, mentre nel quarto caso la sospensione condizionale è stata subordinata all’effettivo pagamento del risarcimento stabilito.

“Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per mia sorella”, ha dichiarato Stefania Matteuzzi, esprimendo sollievo per la sentenza. “L’ho fatto in rispetto della sua memoria, ma anche perché non accada ancora, ad altre persone. Hanno insultato una donna dopo che è stata massacrata e uccisa, non sarebbe stato giusto lasciar correre. Padovani è l’assassino. Ma anche queste persone, con le loro parole, ci hanno fatto molto male. Vivo un dolore insopportabile, ma dovevo farlo, dovevo denunciare e arrivare fino alla fine: per mia sorella, per i giovani e per la società. Per rispetto dei valori che ci hanno trasmesso i nostri genitori. La mia sofferenza non passa, non può passare. Ma almeno, ora, è stata fatta giustizia piena per mia sorella”, ha concluso la donna.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.