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Omicidio Esposito, cambia lo scenario: lesioni da pestaggio e corpo dato alle fiamme

Si infittisce il mistero sulla morte di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato senza vita nelle campagne di Eboli. Con il passare delle ore, gli accertamenti dei Carabinieri e della Procura di Salerno stanno progressivamente cambiando la traiettoria delle indagini, delineando uno scenario ben diverso e assai più atroce rispetto a quello ipotizzato nelle prime battute.

I primi risultati della Tac total body, eseguita all’ospedale di Eboli, avrebbero infatti escluso che il giornalista sia stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco. La pista dell’agguato a colpi di pistola si era fatta strada a seguito del ritrovamento di un bossolo nei pressi del luogo del delitto, ma gli accertamenti radiologici non hanno evidenziato la presenza di ogive nel corpo né lesioni compatibili con uno sparo.

Al contrario, i rilievi emersi finora tracciano il quadro di un’aggressione di estrema e inaudita violenza. Sul corpo di Esposito sono state riscontrate una frattura della mandibola e diverse altre lesioni traumatiche. L’ipotesi prioritaria degli investigatori è che il 53enne sia stato prima brutalmente picchiato e, successivamente, cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme per cancellare le tracce.

Risposte decisive sulle esatte cause del decesso e sulla dinamica del delitto sono attese dall’esame autoptico, affidato dalla Procura di Salerno al medico legale Gabriele Casaburi. Alle operazioni peritali prenderà parte anche il consulente tecnico Giuseppe Raimo, nominato dall’avvocata Annalisa Califano per conto delle sorelle della vittima, Ida e Francesca Esposito.

La macabra scoperta del cadavere risale all’alba di domenica, quando i Vigili del Fuoco sono intervenuti lungo una strada interpoderale alla periferia di Eboli per domare quello che sembrava un comune incendio di sterpaglie, trovandosi di fronte alla drammatica realtà.

Gli inquirenti tendono a escludere che la vittima si trovasse per caso in quel luogo isolato. L’ipotesi principale è che il giornalista avesse concordato un appuntamento con qualcuno che conosceva bene, oppure che sia stato attirato in una vera e propria trappola. Dati i contorni dell’aggressione, non si esclude l’azione di più persone.

Al momento le piste restano del tutto aperte: si valuta sia l’ipotesi di un incontro legato alla sfera personale degenerato in tragedia, sia quella di una rapina conclusasi nel sangue, scattata comunque al termine di un appuntamento fissato con un conoscente. I Carabinieri continuano a scavare nella vita e nei contatti recenti della vittima per ricostruire le sue ultime ore e dare un volto ai responsabili.

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