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Fermato il presunto assassino di Luigi Luca Esposito, il giornalista ucciso a Eboli: è un tunisino irregolare di 26 anni

Nella nottata di ieri, si è conclusa dopo due giorni di particolarmente
articolate ricerche, la complessa attività d’indagine volta all’individuazione e al
successivo rintraccio del soggetto ritenuto responsabile dell’omicidio del giornalista
53enne Luigi Esposito, avvenuto lo scorso 19 luglio nelle campagne di Eboli.

Le attività investigative coordinate da questo ufficio e condotte dai Carabinieri del
Nucleo Investigativo di Salerno svolte nei giorni successivi all’omicidio, con grande
riserbo, avevano consentito di individuare quasi subito un soggetto di nazionalità
tunisina, 26enne, senza fissa dimora ed irregolare sul territorio nazionale, come
persona certamente presente sul luogo dell’omicidio.

A tale conclusione si era giunti, in particolare, grazie ad un’impronta digitale trovata
sull’autovettura dell’Esposito, ai plurimi contatti telefonici emersi dai tabulati fra il
tunisino e l’Esposito e alla verifica delle celle telefoniche utilizzate dai soggetti.

Per queste ragioni, una volta ottenuti i primi risultati dell’esame autoptico che
avevano confermato la morte violenta dell’Esposito, si è disposto l’immediato
rintraccio del predetto, soggetto incensurato, noto alle forze di polizia solo per un
precedente controllo in un casolare abbandonato della zona e del quale i carabinieri
avevano, però, le foto segnaletiche.

Grazie ad una complessa attività di individuazione geo satellitare svolta dai
carabinieri di Salerno con il contributo Reparto Indagini Tecniche del ROS, si è
compreso che l’uomo si trovava nella località Cioffi ma la sua materiale
individuazione è stata tutt’altro che semplice atteso che egli dimorava all’interno di un
edificio isolato e in stato di abbandono.

Ci sono però voluti due giorni di ricerche svolte anche con il contributo dello
Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia per localizzarlo precisamente ed una volta
individuato, alla vista dei Carabinieri il soggetto ha dapprima tentato la fuga e,
successivamente, vedendosi circondato, si è barricato all’interno dell’edificio, fino a
quando è stato fermato dai militari.

Nel corso della perquisizione all’interno dell’edificio in cui si nascondeva, edifico in
pessime condizioni strutturali ed igieniche, i Carabinieri hanno rinvenuto nella diretta
disponibilità del fermato il telefono cellulare e una carta di pagamento elettronico
della vittima.

La ricostruzione dei fatti effettuato all’esito delle indagini consente di ritenere che i
due soggetti si conoscevano da qualche tempo e che anche nella giornata di sabato si
erano prima sentiti e poi incontrati.

Proprio in occasione di quell’incontro vi sarebbe stata una forte lite per varie ragioni
ed il giovane avrebbe quindi colpito violentemente e ripetutamente l’Esposito,
procurandogli anche fratture in varie parti del corpo.

Successivamente utilizzando materiale plastico, una coperta e varie sterpagli gli aveva
dato fuoco, quando l’Esposito, così come emerso dall’autopsia, non era purtroppo
ancora morto.

Il soggetto, una volta rintracciato e condotto presso gli uffici del Nucleo Investigativo
del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, ha deciso di raccontare l’accaduto e
nel corso di un interrogatorio condotto dal p.m., che ha coordinato fin dalle prime le
indagini, in presenza del difensore, ha reso un’ampia confessione spiegando le ragioni
del gesto.

La persona fermata è stata, quindi, condotta presso la casa circondariale di Salerno in
attesa della convalida del fermo da parte del Giudice delle indagini preliminari,
convalida che è stata già chiesta dall’ufficio.

CiVuoleCostanza

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