Mentre continua il balletto di dichiarazioni diplomatiche sulla crisi e la guerra in Iran, con lo stretto di Hormuz che resta condannato a una preoccupante paralisi per le rotte commerciali e petrolifere, a Roma i riflettori sono puntati sui prezzi dei carburanti al distributore. Il timore di impennate alle pompe si fa concreto proprio alla vigilia del secondo weekend da bollino nero del grande esodo estivo, quando milioni di italiani si metteranno in viaggio lungo le autostrade della Penisola per raggiungere le località di vacanza.
Il nodo strategico di Hormuz, punto di transito fondamentale per una quota decisiva del greggio mondiale, continua a riflettersi sulle quotazioni internazionali del petrolio. Le oscillazioni dei mercati finanziari mettono in allarme l’esecutivo e le associazioni dei consumatori: il rischio è che le tensioni geopolitiche si scarichino direttamente sui listini di benzina e gasolio, trasformando la partenza per le ferie in una stangata al portafoglio dei viaggiatori.
Per monitorare la situazione ed evitare possibili speculazioni nel momento di massimo traffico dell’anno, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rafforzato i controlli della Guardia di Finanza presso i punti vendita di carburante lungo la rete autostradale e secondaria. Si punta sulla massima trasparenza dei cartelloni e del prezzo medio dei carburanti, nella speranza che l’instabilità internazionale non finisca per zavorrare le vacanze degli italiani in un fine settimana già segnato da code, bollini neri e grande caldo.






