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Blitz in Marocco dopo le tensioni a Ceuta: 25 incriminati a Tétouan

All’indomani delle forti tensioni registrate lungo il confine tra Marocco e Spagna per gli ingressi di massa avvenuti il 30 e il 31 luglio, arrivano le prime pesanti risposte giudiziarie. La Procura di Tétouan, in Marocco, ha incriminato 25 persone ritenute responsabili a vario titolo dell’organizzazione di attraversamenti irregolari della frontiera e del trasporto abusivo di passeggeri verso l’exclave spagnola di Ceuta.

Stando a quanto riportato dalle testate iberiche e dal portale marocchino Hespress, i reati contestati a vario titolo vanno dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale, fino alla disobbedienza e alla distruzione deliberata di beni e infrastrutture pubbliche. Un quadro accusatorio pesante che punta a smantellare i network e i promotori che hanno cavalcato la pressione migratoria degli ultimi giorni.

Nel frattempo, sul versante spagnolo, la priorità assoluta riguarda la gestione dell’accoglienza, in particolare quella dei più giovani. Il governo di Madrid ha disposto l’apertura e l’adeguamento straordinario di due scuole pubbliche a Ceuta per offrire riparo ai minori stranieri non accompagnati arrivati in città durante i recenti disordini.

A confermare la gravità dell’emergenza è stato il delegato del governo centrale, Miguel Ángel Pérez, che ha indicato proprio la presenza di giovanissimi senza dimora come la principale criticità del momento. Al momento le autorità hanno censito e identificato 528 minori non accompagnati presente nel territorio della città autonoma, mentre proseguono le operazioni di assistenza e monitoraggio della sicurezza lungo la linea di confine.

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