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L’Italia morsa dal caldo record: 19 città da bollino rosso nel weekend e Tevere ai minimi dal 2011

L’ondata di calore eccezionale che sta flagellando la penisola non accenna a placarsi. Dopo una giornata di massima allerta con ben 26 città contrassegnate dal bollino rosso, il fine settimana vedrà soltanto un leggerissimo calo dell’afa, mantenendo 19 centri urbani nella fascia di massimo rischio: tra questi Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Bari, Catania e Palermo. La morsa del caldo porterà nelle prossime ore anche il rischio di isolati temporali di calore, concentrati soprattutto sulle regioni settentrionali, che non basteranno tuttavia a rinfrescare significativamente l’aria. Gli esperti confermano che la stagione in corso rischia seriamente di insidiare il primato storico della terribile estate del 2003.

Gli effetti di questa morsa rovente si fanno sentire in modo drammatico da Nord a Sud. A Roma si registrano notti “super tropicali” con temperature minime costantemente sopra i 25 gradi, mentre i picchi diurni a Firenze e Gorizia hanno toccato o superato i 40 gradi. A Napoli e Afragola si sono registrati picchi percepiti fino a 48 gradi. L’impatto sul patrimonio idrico è visibile nella Capitale, dove il Tevere ha raggiunto livelli idrometrici bassissimi, prossimi ai record storici negativi del 2011, lasciando affiorare le rocce del fondale all’altezza di Ponte Milvio, mentre cala a vista d’occhio anche il livello dei laghi di Albano e Nemi.

Gli effetti dell’emergenza si riflettono pesantemente anche sui servizi e sull’economia. A Ischia e Procida un blackout elettrico sulla terraferma ha temporaneamente bloccato il pompaggio idrico, creando ore di grande apprensione soprattutto per l’autonomia degli ospedali dell’isola, prima che la situazione tornasse sotto controllo. Intanto in Puglia l’agricoltura è in ginocchio: la combinazione tra siccità e rincaro del gasolio agricolo ha fatto schizzare i costi d’irrigazione di oltre il 50%. In tutta Italia si moltiplicano le misure di assistenza per gli anziani e le ordinanze comunali per tutelare anche gli animali domestici, mentre resta operativo il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute per fornire supporto ai cittadini.

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