Un’attività d’indagine serrata, condotta direttamente sul campo per non tralasciare alcun dettaglio utile a fare luce sulla tragedia. Sul posto sono intervenuti il procuratore di Avellino, Francesco Raffaele, e il pubblico ministero Francesco Santosuosso, che hanno coordinato personalmente i rilievi degli investigatori. L’appartamento è stato passato al setaccio centimetro per centimetro alla ricerca di elementi chiave, prima di estendere gli accertamenti anche all’automobile dell’uomo. Al termine delle prolungate operazioni di rilievo scientifico, la casa è stata posta sotto sequestro e la Procura ha aperto ufficialmente un fascicolo di inchiesta. Gli investigatori stanno ascoltando a ritmo continuo amici, colleghi di lavoro e familiari nel tentativo di ricostruire con la massima precisione le ultime ore di vita della vittima, analizzando gli spostamenti ora per ora e, ove possibile, minuto per minuto.
La notizia ha scosso profondamente la comunità locale, che sta imparando a fare i conti con un dolore improvviso. Napoletano di origine, Sergio Tia si era trasferito ad Avellino per motivi professionali, trovando impiego come apprezzato consulente presso un’agenzia interinale della città. Un uomo stimato nel suo ambiente lavorativo, che lascia la moglie e un figlio di appena cinque anni, piccolo atleta iscritto al settore Minibasket della Scandone. Proprio la storica società sportiva ha voluto stringersi attorno ai familiari, ricordandolo con un profondo e sentito messaggio di cordoglio. In attesa che gli inquirenti facciano chiarezza sulle dinamiche dei fatti, la salma è stata trasferita presso l’obitorio dell’ospedale “Moscati”, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia per stabilire con certezza le esatte cause del decesso.






