Tensioni sempre più alte sull’asse Roma-Madrid. Il governo guidato da Pedro Sánchez ha lanciato un duro ultimatum all’Italia, chiedendo l’immediata riapertura e il ripristino della normale circolazione all’interno dello spazio Schengen entro il prossimo 9 del mese. In caso contrario, dalla capitale spagnola fanno sapere di essere pronti ad adottare “misure proporzionali” in risposta alla decisione italiana.
Alla base dello scontro c’è la sospensione della libera circolazione decisa da Roma, una misura contestata apertamente dall’esecutivo iberico. Secondo Madrid, infatti, la scelta del governo italiano si fonderebbe su “motivazioni pretestuose non conformi né al Codice Frontiere né alla realtà dei fatti”. Per la Spagna, il ricorso alla chiusura dei confini rappresenta una forzatura ingiustificata che mina uno dei pilastri fondamentali dell’Unione Europea.
A complicare ulteriormente il quadro diplomatico c’è il richiamo diretto di Madrid alla gestione dei flussi migratori. Il governo spagnolo ha infatti ricordato con fermezza come l’Italia “dal 2022 non rispetti il Regolamento di Dublino”, accusando implicitamente Roma di incoerenza sulle politiche di controllo e accoglienza. Il conto alla rovescia verso la scadenza del 9 è iniziato e la palla passa ora al governo italiano, chiamato a decidere se fare un passo indietro o rischiare una vera e propria ritorsione diplomatica e commerciale nel cuore dell’Europa.






