Un’iniziativa personale, maturata in autonomia e senza alcun tipo di accordo preventivo. È questo il quadro che emerge dalle dichiarazioni di Valter Lavitola, riferite dal suo legale Arturo Cola all’uscita dal carcere di Rebibbia dopo un colloquio di circa tre ore. L’imprenditore, reo confesso di essere il mandante dell’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, ha ribadito la propria esclusiva responsabilità nell’accaduto.
Stando a quanto riferito dall’avvocato Cola, Lavitola sta vivendo un momento psicologico particolarmente complesso, segnato dal rimorso per aver coinvolto figure a lui vicine. Il legale ha spiegato che l’assistito è profondamente pentito per aver causato problemi a persone a cui tiene molto, definendo Gomes Tavares come un figlio e lo stesso Ranucci come un fratello. Sul fronte procedurale, la difesa ritiene che Lavitola avesse persino cercato di mettere in guardia il giornalista durante un incontro risalente al 7 settembre, ben prima che la minaccia si concretizzasse. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’imprenditore ha fermamente escluso che vi fosse qualsiasi intesa o accordo preventivo sull’atto intimidatorio.
L’avvocato Cola ha annunciato di aver depositato il ricorso al Tribunale del Riesame lo scorso 15 agosto, con la prima udienza fissata indicativamente nella settimana del 24 agosto. In quella sede, la difesa valuterà se far rendere al proprio assistito dichiarazioni spontanee per chiarire e integrare le posizioni già espresse, focalizzandosi in particolare su due nodi cruciali: il movente e le concrete modalità esecutive dell’attentato. Secondo il legale, dal punto di vista tecnico non sussisterebbero gli elementi per giustificare la permanenza della custodia cautelare in carcere.
Parallelamente alle vicende giudiziarie sull’attentato, si apre un nuovo fronte di tensione legato al programma d’inchiesta. Sigfrido Ranucci ha annunciato via social l’intenzione di sporgere denuncia sia alle autorità competenti sia al Comitato Etico della Rai a causa della fuga di un documento interno aziendale. La documentazione, pubblicata dal quotidiano Il Tempo, contiene dati sensibili e strategici legati ai costi di produzione di Report. Gli inviati della trasmissione hanno preannunciato querele nei confronti della testata romana e di chiunque riprenda quelle che definiscono informazioni false e scorrette sugli stipendi.






