Per gli inquirenti non ci sono più dubbi: la chiave del dramma familiare consumatosi ad Apice risiede nei insanabili contrasti per la conduzione delle attività di famiglia. Una violenza inaudita che ha sconvolto l’intera comunità cittadina, rimasta attonita e incredula di fronte alla strage della famiglia Licciardi.
Alla base della tragedia vi sarebbero state vedute del tutto opposte sulla gestione del ristorante e dell’albergo di proprietà. Da una parte i due fratelli, Franco e Donato Licciardi, che da tempo si mostravano favorevoli alla cessione dell’attività; dall’altra Gianni Licciardi, fermamente contrario all’ipotesi di vendere. La tensione, accumulata nel tempo, è esplosa al culmine di un violento alterco tra Gianni e Franco: un litigio sfociato nel sangue quando Gianni ha impugnato una pistola sparando a bruciapelo contro il fratello. Subito dopo, l’uomo si è scagliato contro Donato, colpendo a morte anche lui, prima di rivolgere l’arma contro se stesso e togliersi la vita.
I Carabinieri che conducono le indagini, coordinati dalla Procura, proseguono senza sosta gli accertamenti per fare piena luce sui dettagli del delitto. Nella giornata di oggi i militari ascolteranno i familiari per ricostruire l’esatta dinamica degli ultimi momenti e definire il clima in cui è maturata la tragedia. Gli esami autoptici, previsti per le prossime ore, consentiranno poi di liberare le salme per la celebrazione dei funerali, con una comunità locale pronta a stringersi attorno al dolore dei parenti.






