Primo verdetto ambientale dopo il drammatico rogo che ha colpito lo stabilimento Eco Energy di Airola. I risultati dei primi rilievi effettuati dall’Arpac tra il 31 agosto e il 1° settembre mostrano un valore di diossine e sostanze simili pari a 0,28 picogrammi per metro cubo nelle immediate vicinanze del sito, una concentrazione quasi doppia rispetto alla soglia di riferimento fissata a 0,15.
Il dato è stato presentato durante un vertice in videoconferenza convocato dal prefetto Franca Fico, alla presenza dei rappresentanti di Arpac, Asl, Vigili del Fuoco e dei primi cittadini del comprensorio. Sebbene il primo campionamento certifichi uno sforamento dei limiti, le autorità precisano che si tratta di un primo riscontro parziale: la rete di controllo è stata estesa con ulteriori campionatori posizionati nei comuni di Arienzo, Bucciano e Rotondi, individuati tramite modelli matematici di dispersione atmosferica. A questi si affiancano i rilevamenti di un laboratorio mobile che monitora costantemente le concentrazioni orarie di monossido di carbonio, benzene e particolato.
Mentre i Vigili del Fuoco continuano a lavorare sul posto con il supporto di mezzi aerei per lo spegnimento definitivo del rogo, la Asl ha raccomandato di mantenere in vigore le ordinanze sindacali di cautela adottate per la tutela della salute pubblica.
Sul piano istituzionale cresce la fermezza dei sindaci della zona. Pasquale Pisano, primo cittadino di San Martino Valle Caudina, ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Benevento per far luce sulle cause e le responsabilità del disastro ambientale, intesa già condivisa con le amministrazioni di Montesarchio, Pannarano e Roccabascerana. Contestualmente, dal comune di Cervinara il sindaco Filuccio Tangredi ha sollecitato la Regione Campania ad attivare un piano di monitoraggio ambientale permanente su tutto il territorio caudino, affinché i controlli proseguano anche ben oltre la fase di prima emergenza.






