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Lorena, rinchiusa nel bagagliaio dal suo aggressore: la chiamata da incubo al 112

Un dramma agghiacciante vissuto sul filo del telefono, dove tre brevi chiamate hanno racchiuso tutto il terrore di una donna finita nell’incubo di un rapimento. La vittima, Lorena Isceri, è riuscita a lanciare l’allarme mentre si trovava rinchiusa al buio nel bagagliaio del suo stesso Suv, infilata a forza da Federico Vella, l’uomo che sosteneva di amarla e che si è trasformato nel suo aguzzino.

La prima disperata richiesta di aiuto la donna è riuscita a indirizzarla alla madre, un contatto rapido e concitato interrotto improvvisamente dalla linea caduta. Subito dopo, lo stesso drammatico copione si è ripetuto con un amico: pochi secondi di terrore prima che la comunicazione si interrompesse di nuovo. Un’attesa angosciante che sembrava non lasciare via di scampo, finché Lorena non è riuscita a comporre il numero unico di emergenza 112.

Dalla centrale operativa della Questura di Firenze un operatore è riuscito a mantenerla agganciata per circa venti minuti, trasformando la telefonata nell’unico esile filo di speranza per salvarle la vita. Dall’altro capo del telefono, con la voce rotta dal panico e sottovoce per non farsi sentire, la donna ha pronunciato le parole che definiscono l’incubo: «Federico mi ha rapita, vuole uccidermi». Un lungo dialogo d’emergenza in cui le forze dell’ordine hanno tentato di raccogliere ogni minimo dettaglio utile per localizzare il veicolo e stringere il cerchio prima che fosse troppo tardi.

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