Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha aperto la prolusione del Consiglio permanente a Roma focalizzando l’attenzione sul valore fondamentale della scuola e dell’educazione nella società contemporanea. «Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo», ha dichiarato il capo dei vescovi italiani, sottolineando che un istituto scolastico autenticamente inclusivo rappresenta uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace.
Riflettendo sulla recente riapertura degli istituti, Zuppi ha evidenziato come la questione educativa tocchi il cuore della convivenza civile, andando ben oltre la semplice programmazione didattica o metodologica. Educare, secondo il presidente della Cei, significa accompagnare i giovani verso la libertà, la ricerca della verità e la responsabilità sociale. Il cardinale ha inoltre fatto riferimento ai recenti episodi di cronaca e violenza, richiamando il mondo adulto a una presenza più attiva e rinnovata accanto alle nuove generazioni.
Rivolgendo un augurio all’inizio del nuovo anno scolastico, Zuppi ha auspicato che le scuole sappiano essere comunità generatrici di fiducia e passione, spazi in cui nessuno si senta escluso e laboratori di umanità capaci di mantenere la tecnologia al servizio della persona. Un richiamo, infine, alla necessità di custodire il «tempo lento» dell’ascolto, dello studio e del confronto autentico, qualità indispensabili per la crescita della libertà interiore in quello che viene definito un cantiere decisivo per il futuro comune.






