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Avellino, il finto guaritore accusato di abusi e minacce a una 23enne ai domiciliari

Un sessantenne avellinese, accusato di violenza sessuale e stalking ai danni di una ragazza di 23 anni, barista in un locale del capoluogo irpino, sarà sottoposto lunedì alle ore 12 all’interrogatorio di garanzia. L’uomo, finito agli arresti domiciliari, potrà fornire la propria versione dei fatti alla presenza del suo legale.
Secondo l’impianto accusatorio, il 60enne avrebbe sfruttato la fragilità emotiva della giovane, presentandosi come un guaritore e convincendola a sottoporsi a presunte terapie per la guarigione fisica e spirituale. Un rapporto che, stando alla denuncia, si sarebbe trasformato in un incubo per la 23enne.
Le presunte violenze ad agosto
I fatti contestati risalirebbero allo scorso mese di agosto. In una prima circostanza, l’uomo avrebbe invitato la ragazza nella propria abitazione con il pretesto di sottoporla a un trattamento terapeutico. Qui, dopo averla indotta a stendersi sul letto della camera, avrebbe iniziato a sfiorarle le parti intime e il seno.
«Vedi, lo stai facendo tu, io non sto facendo niente», le avrebbe detto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.
A distanza di alcuni giorni, la giovane sarebbe stata condotta nuovamente presso l’abitazione del sessantenne. In questa occasione, per intimidirla, l’uomo le avrebbe indicato una pistola custodita nel comodino, arrivando anche a minacciare di togliersi la vita qualora lei non avesse assecondato le sue richieste.
Le minacce dopo il tentativo di interrompere la frequentazione
La situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando la 23enne avrebbe manifestato la volontà di interrompere il rapporto di frequentazione.
Il sessantenne avrebbe minacciato di utilizzare alcune registrazioni effettuate durante un loro incontro e avrebbe rivolto alla ragazza frasi intimidatorie: «Se non posso averti io, non ti deve avere nessuno, la tua relazione è finita».
E ancora: «Hai tempo tre giorni, o stai con me e ti darò tutto quello che vuoi, o stai contro di me e la tua vita diventerà un inferno».
Parole che, secondo l’accusa, si inserirebbero in una condotta persecutoria fatta di minacce e molestie, tale da provocare nella giovane un grave stato di paura e un fondato timore per la propria incolumità.
La denuncia grazie a un centro antiviolenza
La 23enne avrebbe progressivamente modificato le proprie abitudini di vita, limitando la libertà di movimento e vivendo nella costante paura di essere seguita o pedinata. Una condizione di forte sofferenza psicologica che, secondo quanto contestato, l’avrebbe portata anche a maturare propositi suicidari.
A darle il coraggio di denunciare quanto stava subendo sarebbe stato il sostegno di un centro antiviolenza operativo in Irpinia, al quale la ragazza si è rivolta per trovare aiuto e protezione.
Le indagini dei carabinieri hanno portato all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del sessantenne, accusato di violenza sessuale e atti persecutori.
Lunedì, alle ore 12, l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice: sarà il primo momento in cui l’indagato, assistito dal proprio avvocato, potrà rispondere alle contestazioni e chiarire la propria posizione.

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