Il mondo del giornalismo sportivo e della televisione italiana piange la scomparsa di Ennio Vitanza, storico telecronista e volto simbolo della Rai, spentosi all’età di 92 anni. A dare la notizia della scomparsa è stato il giornalista Francesco Ordine attraverso i social.
Nato a Postumia nel 1934, Vitanza aveva coltivato una grande passione per il calcio fin da giovane, iniziando a giocare nelle giovanili del Torino prima che un infortunio interrompesse la sua carriera sul campo. Nel 1969 l’ingresso in Rai come inviato calcistico, dando inizio a un percorso straordinario che lo avrebbe reso una delle voci più autorevoli e amate del Paese in un’epoca in cui le partite non erano ancora trasmesse in diretta televisiva.
Nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera in Rai, Vitanza ha raccontato i grandi eventi della Nazionale azzurra, commentando tutti i Campionati del Mondo dal 1974 al 1990 e gli Europei dal 1980 al 1988, oltre ai match di Serie A e Serie B.
Non solo telecronista, ma anche volto e conduttore di trasmissioni entrate nella storia della televisione: ha fatto parte della squadra leggendaria di 90° Minuto accanto a Paolo Valenti, Gianni Vasino, Tonino Carino e Luigi Necco, oltre a condurre Domenica Sprint, La Domenica Sportiva (dal 1994 al 1997) e il Tg2 Sportsera. Era sposato con Graziella Antonioli, ex annunciatrice della Rai e della Radiotelevisione Svizzera italiana. Al momento non sono state rese note le cause del decesso.






