Nata per ridurre i consumi di energia elettrica — e adottata definitivamente per legge in Italia nel 1966, dopo i precedenti storici legati ai periodi bellici del 1916 e del 1940-1942 —, l’ora legale si trova oggi a operare in un contesto completamente rivoluzionato rispetto al passato.
A questa conclusione è giunta un’indagine conoscitiva della Camera, approvata all’unanimità in Commissione Attività Produttive. Al centro dell’analisi figurano i dati e le osservazioni portate da Confcommercio nel corso della sua audizione, che mettono in luce come i profili di consumo elettrico siano ormai «significativamente mutati rispetto al passato».
La diffusione su larga scala delle tecnologie di illuminazione a elevata efficienza energetica ha progressivamente ridotto il peso della componente legata all’illuminazione artificiale sui consumi complessivi. Di contro, assumono un peso sempre più rilevante i fabbisogni energetici connessi alla climatizzazione estiva e ai sistemi elettrici di riscaldamento.
In questo scenario, il beneficio energetico derivante dal mantenimento del tradizionale spostamento delle lancette non può più essere letto con i parametri di decenni fa, ma deve essere attentamente valutato tenendo conto della mutata composizione della domanda elettrica e delle differenti dinamiche stagionali dei consumi, aprendo la strada all’ipotesi di un addio definitivo al cambio dell’ora.






