Un taglio del nastro dal forte valore simbolico ha aperto la dodicesima edizione della Camminata Rosa, appuntamento ormai consolidato dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sui tumori femminili. A inaugurare la manifestazione sono stati Clemente Mastella e Rosetta D’Amelio, non soltanto nelle loro vesti istituzionali, ma anche come persone direttamente coinvolte dal tema della malattia.
Un momento che ha dato alla partenza della Camminata un significato ulteriore: quello di testimoniare, attraverso le esperienze personali, quanto la prevenzione, la diagnosi precoce e la possibilità di accedere alle cure siano decisive.
Al centro della giornata, infatti, non c’è soltanto la passeggiata, ma soprattutto il messaggio rivolto alle donne: fare prevenzione significa aderire agli screening e non rimandare i controlli.
A richiamare l’attenzione su questo aspetto è stata la manager dell’Asl, Teresa Conte, che ha sottolineato come l’obiettivo debba essere quello di raggiungere le donne che ancora non accedono ai programmi di prevenzione. «I camper sono semi-vuoti, le passeggiate sono un epifenomeno. Serve portare le donne agli screening», è il senso del suo intervento.
Un richiamo che sposta il focus dalla sola dimensione simbolica dell’evento alla necessità di trasformare la sensibilizzazione in comportamenti concreti. La presenza di iniziative pubbliche, campagne e manifestazioni può contribuire ad accendere i riflettori, ma la vera sfida resta quella di intercettare chi non si sottopone ai controlli.
Sul tema dell’abbassamento dell’età della diagnosi è intervenuto anche Carlo Iannace, da anni impegnato nella sensibilizzazione sulla prevenzione oncologica. L’attenzione, ha sottolineato, deve riguardare anche i tumori nelle donne under 40, perché «l’età della diagnosi si abbassa». Un elemento che rende ancora più importante non trascurare segnali, controlli e percorsi di prevenzione anche nelle fasce più giovani.
La Camminata Rosa diventa così anche un’occasione per parlare di una sanità che deve essere sempre più capace di intercettare precocemente la malattia, accompagnare le pazienti e garantire percorsi di cura.
Dal palco e dal corteo arriva anche la voce di Clemente Mastella, che ha affidato al pubblico una testimonianza personale. «Sandra ha superato grazie a Iannace, io ancora no, ma il male si può curare», ha detto, riferendosi alla propria esperienza e a quella della moglie Sandra.
Parole che riportano la manifestazione alla sua dimensione più umana. Dietro le campagne di prevenzione e i numeri degli screening ci sono infatti persone, famiglie e storie di malattia e di cura.
Il taglio del nastro di Mastella e D’Amelio, dunque, non è stato soltanto l’avvio ufficiale della dodicesima Camminata Rosa. È stato il gesto con cui istituzioni, pazienti e comunità hanno ribadito insieme un messaggio: la prevenzione deve diventare una pratica quotidiana e gli screening devono raggiungere soprattutto chi ancora ne resta fuori.
La passeggiata resta il momento visibile e partecipato della manifestazione. Ma, come emerso dagli interventi, il traguardo più importante è un altro: fare in modo che sempre più donne arrivino prima della malattia, attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce.

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