Operazione di sgombero all’alba a Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana, dove le forze dell’ordine sono intervenute per smantellare il grande insediamento informale sorto sulla spiaggia di Playa Benítez.
Dalle 7 del mattino la Polizia nazionale ha circondato l’area, mentre poco prima delle 8 gli agenti antisommossa hanno iniziato a far evacuare le baracche improvvisate, invitando i presenti a raccogliere i propri effetti personali. Nello “slum” sulla sabbia trascorrevano abitualmente la notte tra le 300 e le 400 persone.
Il piano predisposto dalle autorità prevede il trasferimento dei migranti a bordo di autobus verso il Centro di assistenza temporanea per stranieri (CATE) per le procedure di identificazione, seguito da un successivo ricollocamento nel campo provvisorio di Loma Colmenar. Nonostante le operazioni si siano svolte prevalentemente sotto controllo, non sono mancati momenti di forte tensione: un gruppo di circa 20-30 persone è riuscito a sfondare il cordone di sicurezza, dandosi alla fuga sulla sabbia in direzione del centro abitato. Dopo un breve inseguimento, una mezza dozzina di migranti è stata bloccata e fermata dalle forze dell’ordine, mentre gli altri sono riusciti ad allontanarsi.
La crisi migratoria vissuta quest’estate nell’enclave spagnola ha spinto Bruxelles a correre ai ripari. La Commissione europea ha infatti presentato un piano strategico in cinque punti finalizzato a prevenire, anticipare e gestire in modo tempestivo gli arrivi irregolari improvvisi e di massa, rafforzando la sicurezza e la resilienza lungo tutte le frontiere esterne dell’Unione.
Nella nota ufficiale, l’Esecutivo europeo sottolinea che, sebbene i flussi illegali complessivi siano ai minimi dal 2021 grazie a un quadro normativo solido, gli eventi recenti hanno messo a dura prova le frontiere dell’Ue, da quelle orientali alle coste del Mediterraneo. La crisi di quest’estate a Ceuta ha dimostrato con quanta rapidità arrivi improvvisi e massicci possano accumularsi e portare a situazioni di emergenza.
Il nuovo pacchetto d’interventi punta su direttrici precise, che spaziano dalla cooperazione rafforzata con i Paesi partner d’origine e transito per prevenire le partenze all’innalzamento della sicurezza e dei controlli alle frontiere esterne dell’Ue. A queste si aggiungono il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e allerta precoce, lo smantellamento delle reti criminali dedite al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani, e infine un deciso rafforzamento dell’efficacia dei rimpatri.
Il piano in cinque punti sarà ufficialmente illustrato agli Stati membri in occasione del prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni, in programma il 1° e il 2 ottobre.






