Avellino, un anno e due mesi di attesa per una visita angiologica prenotata al Moscati

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Oltre quattordici mesi di attesa per una visita specialistica programmabile. È il paradosso della sanità in Irpinia denunciato da Carmen, una cittadina di Avellino, che si è rivolta al Centro Unico di Prenotazione (Cup) dell’ospedale Moscati per fissare un controllo medico.

La prima data utile comunicata agli sportelli ha dell’incredibile: il 19 novembre 2027, con l’appuntamento dirottato addirittura ad Ariano Irpino. Una tempistica che supera ogni limite e che calpesta apertamente i parametri normativi, secondo cui l’attesa massima per le prestazioni programmabili non dovrebbe superare i 120 giorni.

Sconfortata dalla distanza temporale e geografica, la donna ha deciso di denunciare pubblicamente la vicenda: “Sarò costretta a effettuare una visita privata a pagamento. È intollerabile che la sanità in Irpinia e in Campania sia ridotta così”, ha dichiarato con amarezza, puntando il dito contro un sistema che costringe i cittadini a scegliere tra l’attesa infinita e il ricorso al privato.

La segnalazione solleva ancora una volta il velo sull’emergenza cronica delle liste d’attesa sul territorio. Sulla questione si invoca un intervento urgente: un appello diretto affinché le istituzioni, a partire dal presidente Roberto Fico e dal ministro della Salute Orazio Schillaci, prendano atto di una situazione ormai insostenibile, adottando misure concrete per garantire il diritto costituzionale alla salute.

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