Il Quirinale ha reso noto che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato tre decreti di grazia ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, accogliendo i pareri favorevoli formulati dal ministro della Giustizia al termine della prescritta istruttoria. Tra le persone che beneficeranno del provvedimento di clemenza c’è anche Guido Gianni, il gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania, che nel 2008 uccise due rapinatori all’interno della sua attività commerciale.
Per quanto riguarda la posizione specifica di Gianni, condannato in via definitiva a dodici anni e quattro mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio, il Capo dello Stato ha optato per una grazia parziale. Il provvedimento ha estinto tre anni e due mesi di reclusione, tenendo conto sia del parere favorevole del magistrato di sorveglianza sia del periodo di pena già espiato dal gioielliere, pari a circa cinque anni e tre mesi. Grazie a questo taglio della pena, il residuo detentivo è sceso sotto la soglia dei quattro anni, aprendo la strada alla possibilità che il Tribunale di sorveglianza valuti per lui l’applicazione dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
Gli altri due decreti firmati dal Presidente della Repubblica riguardano posizioni differenti ma accomunate da valutazioni di carattere umanitario e di reinserimento. Il primo provvedimento è stato adottato in favore di un cinquantaquattrenne condannato a sette anni per reati legati agli stupefacenti: in questo caso la grazia sulla pena residua è arrivata a causa delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del detenuto, che avevano già reso necessario il differimento della pena. Il terzo decreto ha invece interessato un uomo di origini più giovani, condannato a dieci anni sempre per vicende di droga, per il quale il Capo dello Stato ha concesso uno sconto di un anno e nove mesi valutando il percorso positivo di reinserimento lavorativo e familiare e le difficili condizioni di salute di una figlia minore.






