Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro la Corte penale internazionale (Cpi). La decisione è stata comunicata dal Dipartimento del Tesoro americano a breve distanza dall’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, che in passato ha fatto parte della stessa Corte prima di ricoprire l’incarico di Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha motivato duramente il provvedimento: “Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliandone le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa. Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte Penale Internazionale di perseguire cittadini americani”.
Immediata la reazione dell’Unione Europea. In una nota ufficiale, la Commissione Ue ha definito la mossa americana “profondamente deplorevole”, ribadendo la massima collaborazione con la Cpi per assicurarne l’efficacia operativa. Bruxelles si è detta inoltre pronta ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare il lavoro della Corte e gli interessi degli operatori europei all’interno del mercato unico, sottolineando tuttavia che, data la previsione di un periodo di transizione di sei mesi prima dell’effettiva entrata in vigore delle misure, resta spazio per il dialogo.






