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Manovra, Giorgetti alla Camera: scostamento di bilancio e clausola Nec per sostenere famiglie e imprese

In un contesto economico globale complesso e segnato da variabili dal quadro incerto, tra inflazione e andamento dei tassi d’interesse, il Governo Meloni conferma la linea della prudenza per la prossima manovra finanziaria. È proprio all’interno di questo scenario che si inserisce la richiesta di scostamento di bilancio per l’attivazione della National Escape Clause (Nec), la clausola di salvaguardia orientata a spese strategiche su difesa ed energia.

L’intervento è stato illustrato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nell’aula della Camera durante l’esame del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). Il ministro ha definito il ricorso alla clausola come «un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza», precisando tuttavia che la rotta di responsabilità sui conti pubblici rimane confermata.

La Commissione europea ha concesso all’Italia lo spazio di flessibilità previsto dalla clausola di salvaguardia, la quale consentirà di destinare risorse cruciali a investimenti per la sicurezza energetica. Come spiegato da Giorgetti, nella fase iniziale più acuta della crisi lo scopo prioritario sarà offrire un sostegno temporaneo e selettivo a famiglie e imprese colpite dal rialzo dei prezzi e dalla spinta inflazionistica.

È attualmente in corso un negoziato con le istituzioni comunitarie per definire nel dettaglio quali voci di spesa potranno essere coperte dall’intesa, processo che proseguirà fino alla delibera formale del Consiglio UE.

La Clausola di salvaguardia nazionale (Nec) è un meccanismo previsto dal Patto di stabilità e crescita dell’Unione europea. Consente agli Stati membri di deviare temporaneamente dai percorsi ordinari di rientro del debito o del disavanzo di fronte a eventi eccezionali o esigenze di investimento strategico, con particolare riferimento ai settori della difesa e dell’energia. L’Italia ne ha fatto richiesta formale alla Commissione europea lo scorso 11 settembre, ricevendo un parere favorevole che ne attesta la compatibilità con la sostenibilità delle finanze pubbliche.

La discussione parlamentare al Montecitorio sul Dpfp prevede la votazione delle risoluzioni relative sia al documento programmatico sia allo scostamento di bilancio, per il quale è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’aula.

Ribadendo le difficoltà di tracciare previsioni a medio termine in una fase di forte turbolenza sui mercati, il titolare del Mef ha confermato l’impegno dell’Italia a rispettare i target concordati con la nuova governance europea. L’obiettivo indicato dal governo resta quello di completare il percorso di consolidamento per consentire l’uscita dalla procedura d’infrazione a primavera, qualora le condizioni economiche generali lo permettano.

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