Francesca, una 29enne calabrese, racconta come il suo datore di lavoro abbia deciso di non rinnovare il suo contratto a tempo determinato dopo averle comunicato che era incinta. Nonostante il suo desiderio di essere corretta e trasparente, la risposta dell’azienda è stata negativa, con la domanda provocatoria se fosse davvero intenzionata a tenere il bambino.
Francesca aveva iniziato il lavoro con entusiasmo, ma appena ha informato i superiori della gravidanza, l’atteggiamento è cambiato. Le è stato detto che non sarebbe stata confermata e ogni giorno le veniva fatto pesare il fatto di essere incinta, nonostante avesse rassicurato che avrebbe potuto lavorare fino al settimo mese senza problemi.
Questo caso non è isolato: altre donne hanno raccontato esperienze simili, notando come, alla notizia di una gravidanza, le prospettive lavorative cambiano drasticamente. Da dicembre, Francesca è alla ricerca di un nuovo impiego, ma ogni volta che menziona la sua gravidanza, le risposte si interrompono. La giovane madre è disposta a qualsiasi lavoro pur di sostenere la sua famiglia, ma si trova ad affrontare una dura realtà di discriminazione sul posto di lavoro.





