Il 27 gennaio 2025 segna un anniversario importante: sono passati 80 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, uno dei simboli più drammatici dell’Olocausto. Questa data, proclamata nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come Giornata della Memoria, rappresenta non solo un momento di riflessione sulle atrocità del passato, ma anche un impegno a condannare ogni forma di discriminazione, intolleranza e violenza che ancora oggi affligge il nostro mondo.
Nel corso degli anni, la Giornata della Memoria è diventata un’occasione per onorare la memoria delle vittime dell’Olocausto, un genocidio che ha portato alla morte di milioni di persone, tra cui ebrei, rom, omosessuali e disabili, sterminati nei campi di concentramento nazisti. Ma questa giornata è anche un monito contro i pericoli dell’odio e dell’indifferenza, per non dimenticare le lezioni della storia e impedire che simili atrocità possano ripetersi.
Il 27 gennaio ci invita a riflettere sul valore universale della dignità umana e a rafforzare il nostro impegno per costruire una società più giusta e tollerante. Le parole di Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz, ci ricordano che “la memoria è un dovere”, e che la cultura dell’indifferenza è il terreno fertile in cui l’intolleranza può crescere.



In questo giorno di commemorazione, è fondamentale che non solo gli anziani e i testimoni diretti, ma anche le nuove generazioni, siano educate alla memoria storica, per non ripetere gli errori del passato e per costruire un futuro dove il rispetto per ogni persona prevalga su qualsiasi forma di odio.




Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso parole di profonda riflessione, ribadendo che “il mondo non vuole dimenticare”. In un messaggio carico di significato, ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria delle atrocità commesse, affinché simili tragedie non si ripetano mai più. In occasione della giornata, Mattarella ha ribadito che la cultura della memoria e il rispetto della dignità umana sono pilastri fondamentali per le future generazioni.
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha definito la Shoah come la pagina più buia della storia europea.
In occasione dell’80° anniversario della liberazione di Auschwitz, il 27 gennaio diventa una data ancor più significativa, un’occasione per riflettere su quanto abbiamo fatto e quanto ancora resta da fare per un mondo migliore, più giusto e libero da ogni discriminazione.





