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Paola Turci e Francesca Pascale, fine di un amore: tra dissidi, silenzi e un cane conteso

Dopo quattro anni insieme, di cui due di unione civile, Paola Turci e Francesca Pascale si sono ufficialmente separate lo scorso agosto. La fine della loro relazione ha suscitato grande attenzione mediatica, ma entrambe hanno mantenuto finora un rigoroso riserbo sulle cause della rottura. Ora, però, emergono nuovi dettagli che gettano luce sui motivi della separazione, compresi alcuni dissidi personali e, sorprendentemente, anche una controversia legata alla custodia del loro cane, Lupo.

All’origine della separazione ci sarebbero state incomprensioni profonde: Francesca Pascale avrebbe sofferto per un presunto disinteresse emotivo da parte di Paola Turci, mentre la cantante si sarebbe sentita a disagio per i continui riferimenti di Pascale al suo passato legato a Silvio Berlusconi, oltre a percepire un certo grado di manipolazione nella relazione.

La richiesta di separazione sarebbe arrivata proprio da Pascale. Le due avrebbero poi firmato un patto di riservatezza che impedisce di rivelare ulteriori dettagli sulla loro unione civile.

Uno dei nodi più delicati rimasti irrisolti è legato a Lupo, un meticcio di proprietà di Turci ma che, dopo la separazione, è rimasto a vivere con Pascale, insieme agli altri animali con cui ormai aveva stretto un legame. Paola avrebbe chiesto di poter vedere Lupo, ma finora gli incontri non si sarebbero concretizzati.

Francesca Pascale ha deciso di rispondere pubblicamente sulla questione, nonostante il vincolo di riservatezza: “Io non potrei parlare perché ho firmato un patto di riservatezza sul mio matrimonio con Paola – ha dichiarato – ma se state per scrivere questa storia dei cani, vorrei difendermi e spiegare che non è così”.

Pascale ha spiegato che Paola avrebbe avuto più occasioni per vedere il cane, ma non si sarebbe presentata per motivi di lavoro o per divergenze su come svolgere l’incontro: “La prima volta aveva un appuntamento, ma non si è presentata. La seconda pure. La terza le ho detto che poteva venire, ma doveva restare in giardino. Non è venuta. A gennaio l’ho cercata spesso, avevo bisogno della sua autorizzazione per una sedazione, Lupo non stava bene. Ma lei non mi ha risposto. Alla fine, col veterinario, abbiamo deciso di procedere senza il suo consenso. Ne andava della salute del suo cane”.

Infine, un’apertura distensiva da parte di Pascale: “Le dico che se vuole può vedere i cani, tutti, quando vuole. E che Lupo può anche portarlo con sé!”.

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