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Venezia in lutto per Anna Chiti, la giovane promessa della marina deceduta a 17 anni durante il suo primo giorno di lavoro

Venezia – Aveva solo 17 anni Anna Chiti, ma un amore profondo per il mare e un sogno chiaro: diventare ufficiale di coperta nella marina mercantile. Un sogno spezzato bruscamente sabato sera, quando la giovane studentessa è tragicamente deceduta dopo essere caduta in acqua da un catamarano ormeggiato presso la darsena dell’isola di Sant’Elena, durante una manovra. Era il suo primo giorno di lavoro a bordo.

Secondo una prima ricostruzione della Capitaneria di Porto, Anna, al quarto anno dell’Istituto “Sebastiano Venier” di Venezia, ex nautico, sarebbe caduta in acqua mentre teneva in mano una cima, rimanendo impigliata sott’acqua e finendo contro l’elica del motore. Le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate fatali.

I soccorsi e il dramma in laguna

L’allarme è scattato immediatamente. Alcuni passanti si sono accorti della giovane in difficoltà e hanno contattato i soccorsi. In pochi minuti sono intervenuti i vigili del fuoco con due autopompe lagunari, un elicottero e una squadra di sommozzatori. Uno di questi si è tuffato immediatamente, riuscendo a liberare la ragazza tagliando la cima che la tratteneva sott’acqua. Ma nonostante i tentativi prolungati di rianimazione da parte del personale del Suem, per Anna non c’è stato nulla da fare.

Il sogno interrotto

Anna Chiti era un’allieva modello, ricordata con affetto e orgoglio dal dirigente scolastico del suo istituto, Michelangelo Lamonica:

“Era una studentessa brillante, con voti molto alti. Frequentava la specializzazione in conduzione del mezzo marino e aveva tutte le carte in regola per scegliere un futuro da ufficiale nella marina mercantile. Quest’anno avrebbe deciso quale strada prendere. Questo lavoro sul catamarano era probabilmente un’esperienza estiva, per mettere in pratica quanto imparato e, magari, iniziare a guadagnare qualcosa”.

Le indagini

Le autorità stanno indagando per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. Sono al vaglio delle forze dell’ordine le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella darsena e il contratto di lavoro con cui Anna era stata imbarcata. Non è ancora chiaro con quale tipo di inquadramento fosse stata assunta, né le precise mansioni che le erano state affidate. Al momento non risultano persone indagate. La salma della ragazza resta a disposizione per un eventuale esame autoptico.

Un destino beffardo, nel giorno delle donne del mare

Il destino ha voluto che la tragedia si consumasse proprio nelle ore in cui si celebrava la Giornata mondiale per le Donne nel settore Marittimo, un’iniziativa nata per valorizzare il contributo femminile in un comparto storicamente dominato dagli uomini.

“Nelle stesse ore in cui il mondo celebra le donne del mare, Venezia piange la perdita di una giovane promessa – ha commentato Roberto Toìgo, segretario generale di UIL Veneto –. Aspettiamo che le indagini facciano piena luce sull’accaduto, ma oggi piangiamo una vita spezzata proprio mentre muoveva i primi passi verso il futuro. Ci stringiamo alla famiglia, agli amici e ai compagni di scuola”.

Un’intera città in silenzio

La notizia della morte di Anna ha scosso profondamente la comunità scolastica e tutta la città di Venezia. I messaggi di cordoglio si moltiplicano, mentre tra le calli e le banchine della laguna si respira un dolore composto, ma profondo. Il ricordo di una giovane che amava il mare e che avrebbe voluto vivere ogni onda, ogni rotta, ogni tramonto sul ponte di una nave.

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