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Toscana – Il primo caso in cui un uomo si è avvalso della morte assistita volontaria

Toscana, il primo caso di suicidio assistito dopo l’approvazione della legge regionale che regola modalità e tempi di somministrazione dei farmaci.

Il caso riguarda lo scrittore e musicista Daniele Pieroni, 64 anni, che da anni vive a Chiusi. Il 17 maggio scorso ha potuto scegliere con lucidità e serenità di porre fine alla propria vita, anche grazie alla sentenza 242/19 della Consulta e alla legge toscana.

Daniele Pieroni, nato in Abruzzo e cittadino romano per 40 anni, si era ormai ritirato nel senese. Dal 2008 era affetto dal morbo di Parkinson ed era costretto a vivere con la Peg in funzione per 21 ore al giorno, a causa dei una grave disfagia. Nell’agosto del 2023, Pieroni contattò l’associazione Coscioni per richiedere informazioni sulla morte assistita volontaria. Gli erano state riferite tutte le indicazioni necessarie e Daniele aveva scelto di inviare la formale richiesta all’Asl Toscana Sud Est il 31 agosto.

Il 22 aprile scorso è giunta la risposta positiva da parte dell’azienda sanitaria. A casa di Daniele è stato preparato il farmaco letale che lo stesso uomo si è autosomministrato il 17 maggio. In quel momento erano presenti anche due dottoresse e un medico legale dell’Asl, le sue badanti e i suoi familiari.

A seguito della sentenza del 2019 per il caso “Cappato – Dj Fabio”, la Consulta ha stabilito i criteri del suicidio assistito, inviando al Parlamento la legiferazione sulla materia. La Camera, per ora, non si è espressa al riguardo, ma una circolare del ministero della Salute ha dato ordine alle aziende sanitarie di definire la modalità operativa dell’esercizio del diritto. A febbraio Regione Toscana si è creata una sua legge, ma il governo ha impugnato il testo di fronte alla Corte costituzionale e ora annuncia che metterà per la prima volta mano alla materia.

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