Momenti di forte tensione questa mattina al Politecnico di Milano, nella sede di via Mancinelli, dove un guasto a un frigorifero in un laboratorio di Chimica ha fatto scattare l’allarme antincendio e mobilitato i vigili del fuoco. L’incidente ha avuto luogo in un’area dove erano stoccati, tra le altre sostanze, circa cinque grammi di sali di diazonio, composti chimici altamente instabili e potenzialmente esplosivi.
Il malfunzionamento dell’unità refrigerante ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza, poiché la variazione di temperatura potrebbe innescare la decomposizione dei sali, causando una deflagrazione. Il personale presente è stato prontamente evacuato e l’area è stata messa in sicurezza. Sul posto sono intervenuti anche gli specialisti del Nucleo NBCR (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano e gli artificieri dell’Arma dei Carabinieri, che hanno avviato le operazioni di bonifica. Il materiale sarà fatto brillare in un secondo momento in condizioni controllate.
L’episodio accaduto ieri accende nuovamente i riflettori sulla sicurezza dei laboratori universitari, dopo il grave incidente avvenuto appena otto giorni fa, sempre nei locali della sede di via Mancinelli. Il 3 giugno, una ricercatrice di 54 anni è rimasta gravemente ferita alla mano sinistra a seguito dello scoppio di un’ampolla contenente acido ipofosforoso e sali di azoto: l’esplosione le ha causato l’amputazione del pollice. L’intera comunità accademica è ancora scossa dall’accaduto e ora chiede maggiore attenzione alle misure di sicurezza.
L’incidente solleva interrogativi sulla gestione delle sostanze pericolose all’interno degli istituti universitari, soprattutto in contesti di alta specializzazione come i laboratori di chimica. Le autorità competenti, in coordinamento con la direzione del Politecnico, avvieranno accertamenti per stabilire le cause del guasto e verificare l’applicazione dei protocolli di sicurezza. È probabile che nei prossimi giorni venga disposto un audit interno sui laboratori della sede coinvolta.
Nel frattempo, l’area interessata resta interdetta in attesa del completamento delle operazioni di bonifica e dell’eliminazione controllata dei sali di diazonio. Nessuna persona è rimasta ferita nell’episodio odierno, ma l’attenzione resta alta.





