Si apre oggi, lunedì 17 giugno 2025, una nuova e cruciale fase nelle indagini sul delitto di Garlasco, con l’inizio ufficiale dell’incidente probatorio disposto dalla Procura. Alle ore 10.30, nel Gabinetto regionale della Polizia Scientifica per la Lombardia, a Milano, periti, consulenti tecnici delle parti e legali si sono incontrati per dare il via al lungo percorso di accertamenti tecnico-scientifici su una serie di reperti mai analizzati finora, nonostante i 18 anni trascorsi dal delitto.
L’incontro odierno, più che operativo, è stato burocratico: è stato presentato il piano di lavoro e definito il calendario degli esami, nonché la lista dei reperti che passeranno al vaglio dei periti nominati dal giudice. Gli incaricati dell’accertamento sono il Commissario Capo Tecnico Biologo Denise Albani e il Sovrintendente Tecnico Domenico Marchigiani.
I reperti, custoditi fino a pochi giorni fa presso il centro di Medicina legale di Pavia, sono stati prelevati il 12 giugno dai carabinieri del Nucleo Investigativo. Sono stati analizzati per la prima volta oggetti trovati nella spazzatura della casa della vittima, Chiara Poggi, la mattina del 13 agosto 2007: tra questi, confezioni di alimenti, vaschette di fruttolo, un contenitore di tè, involucri di biscotti e sacchetti della spazzatura.
All’epoca degli eventi, questi materiali non erano stati considerati utili perché si riteneva improbabile che l’assassino li avesse toccati. Ma oggi, con tecnologie più avanzate, i kit di analisi del DNA consentono di ottenere risultati anche da tracce estremamente deboli o degradate. E per la prima volta verranno messi a confronto con il profilo genetico dell’attuale indagato, Andrea Sempio.
Oltre ai reperti, sono stati analizzati anche 30 para-adesivi contenenti impronte digitali recuperate sulla scena del crimine, esaltate all’epoca con polveri specifiche. Tra queste non c’è stata la cosiddetta “traccia 33”, un’impronta che si trovava vicino al cadavere e che solo di recente è stata attribuita a Sempio. Questa traccia, rivelata con la ninidrina (una sostanza che evidenzia le proteine), era stata fotografata ma non poteva essere conservata, e l’intonaco su cui era impressa è stato consumato durante l’analisi.
Invece, è stata analizzata l’impronta numero 10, presente sulla porta interna della casa dei Poggi, mai attribuita finora.
In vista dell’analisi delle impronte, la difesa di Andrea Sempio ha nominato un ulteriore consulente: Luigi Bisogno, ex ispettore superiore della Polizia di Stato ed esperto in dattiloscopia, con una lunga esperienza in casi di omicidio e cold case. La nomina è stata depositata ieri, lunedì 16 giugno, poche ore prima dell’inizio dell’incidente probatorio. La decisione rientra nella strategia della difesa, che ha affiancato al team legale anche il generale in congedo Luciano Garofano, già noto per il suo ruolo in altri casi mediatici.
Il nuovo ciclo di analisi potrebbe segnare un punto di svolta nell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Le moderne tecnologie, unite a una rinnovata attenzione investigativa, potrebbero chiarire elementi rimasti in ombra per quasi due decenni.





