La Corte d’Appello di Roma ha confermato ieri alcune delle condanne emesse in primo grado nell’ambito del processo per i depistaggi legati alla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel 2009. I giudici hanno ribadito la condanna a un anno e tre mesi per il colonnello Lorenzo Sabatino, e a due anni e sei mesi per Luca De Cianni.
Prescrizione, invece, per il generale Alessandro Casarsa, e per i carabinieri Francesco Cavallo e Luciano Soligo. La Corte ha inoltre assolto due imputati già condannati in primo grado, Massimiliano Colombo Labriola e Tiziano Testarmata, mentre ha ridotto la pena a 10 mesi per Francesco Di Sano.
All’uscita dall’aula, la senatrice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha commentato con parole di forte impatto emotivo: “Credo che la sentenza sia estremamente importante, soprattutto considerato il momento storico che stiamo attraversando. Si ha sempre la sensazione di un senso di impunità per alcune categorie. Oggi è stata confermata la sentenza di primo grado sui reati commessi dalla cosiddetta scala gerarchica dei carabinieri dopo l’uccisione di mio fratello. È una giornata importante, non solo per noi come famiglia.”
Diego Perugini, legale di parte civile, ha accolto la sentenza con soddisfazione parziale: “C’è stata una conferma poderosa della sentenza di primo grado. Ma lascia l’amaro in bocca la prescrizione: un beneficio che non dovrebbe spettare a chi ha ostacolato la verità per anni.” Il penalista ha anche ricordato il carabiniere Nicola Minichini, coinvolto ingiustamente nella vicenda: “Ha dovuto affrontare lunghi e ingiusti processi. Le scuse da parte dello Stato sono ancora attese.”
Soddisfazione invece da parte della difesa del capitano Tiziano Testarmata, assolto in appello. Il suo avvocato, Carlo Bonzano, ha dichiarato: “Questa sentenza demolisce molte certezze sbandierate frettolosamente. Ora dovrebbero chiedere scusa per aver offeso la dignità di un uomo e di un ufficiale dei carabinieri che ha sempre servito le Istituzioni.”
Il procedimento per i depistaggi si inserisce nella lunga e complessa vicenda giudiziaria seguita alla morte di Stefano Cucchi, deceduto il 22 ottobre 2009 dopo l’arresto e il ricovero all’ospedale Sandro Pertini. Una vicenda che ha segnato in profondità l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sulla responsabilità e la trasparenza all’interno delle forze dell’ordine.





