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Rocca di Papa, delitto in pieno giorno: si indaga su un possibile gesto d’onore

Un delitto che ha il sapore della vendetta e che scuote la tranquillità di Rocca di Papa, nel cuore dei Castelli Romani. A perdere la vita, in pieno giorno e nel centro del paese, è stato Franco Lollobrigida, 35 anni. A sparare, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato Guglielmo Palozzi, 56 anni, padre di Giuliano Palozzi, il ragazzo morto nel 2021 dopo mesi di coma in seguito a un’aggressione legata a un piccolo debito di droga.

All’epoca, Franco Lollobrigida era stato arrestato con l’accusa di aver picchiato il giovane Giuliano per circa 30 euro. Dopo un lungo iter giudiziario, nel febbraio 2024 era stato assolto in primo grado dalla Corte d’Assise di Frosinone. Ma a giugno, in appello, era stato condannato a 10 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. In attesa delle motivazioni della sentenza, la difesa stava preparando il ricorso in Cassazione.

La presenza di Lollobrigida, spesso avvistato in paese dopo la sua uscita dal carcere, avrebbe rappresentato un peso insostenibile per la famiglia Palozzi. La tensione accumulata negli anni potrebbe aver spinto il padre di Giuliano a compiere il gesto estremo. Guglielmo Palozzi avrebbe ammesso l’omicidio durante l’interrogatorio e dichiarato di averlo pianificato.

L’uomo è stato fermato dai Carabinieri di Frascati e Rocca di Papa dopo una breve fuga e si trova ora in stato di fermo. Intanto la Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, colpita a morte sul colpo nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi.

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