Diceva Piero Gobetti: “Penso un editore come un creatore”.
In fondo un editore deve saper raccogliere, unire, collegare, stimolare, proporre… mettere in tasca l’ego quando va nascosto e tirato fuori in quei casi in cui la sua assenza impedirebbe di “vedere” le strade ancora non scritte dei propri autori.
Un editore non lavora mai per se stesso: la sua vita all’interno del cerchio della sua attività è per i posteri. Non potrà mai sapere dove i suoi “sassi”, lanciati oggi, potranno andare a finire, se serviranno a colpire negli occhi un gigante maligno o potranno diventare pepite d’oro per qualcun altro.
Un editore non è un suo libro, non è i suoi autori: è semplicemente il dito che indica la luna; insomma essere editore è un supremo atto di creazione, come il padre che genera figli e li segue ogni istante della vita, proteggendoli, aiutandoli e facendoli crescere in prosperità e felicità, affinché non si è nani sulle spalle dei giganti, ma costruttori di pensiero, felicità…
Correva l’anno 1995 e la grande avventura è cominciata!
Il motto che da sempre abbiamo fatto nostro è stato “ibi semper est victoria, ubi concordia est”, mi piace il lavoro di gruppo! Ogni decisione matura in appassionate discussioni con i miei collaboratori. Abbiamo trovato nei libri stimoli per nuove idee e dietro i libri le persone, i luoghi, i profumi…
Il fiume della creatività ha trovato la sua foce espressiva in un delta ricchissimo di rivoli (collane prestigiose).
Crediamo che l’Editoria faccia bene alla Cultura, come cura di ciò che è sacro; uno spazio a servizio dei lettori.
La Delta 3 Edizioni è come un postino che porta agli indirizzi dei lettori le “lettere belle” scritte da altri. Di “lettere belle”, ovvero di titoli ne abbiamo pubblicati oltre 1500; alcune figlie del Premio Nazionale L’Inedito – sulle tracce del De Sanctis, giunto alla sua XVIII edizione.
Abbiamo fatto con il lettore e il mondo autorale un patto che ci salva dalle ombre e ci fa vivere la luce del fuoco che arde, per rendere onore alla sacralità delle arti.
Il bandolo del filo di Arianna che continua a dipanarsi è a Grottaminarda, nella sede storica di via Valle, ed è un reticolo fittissimo di storie d’amore.







