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Aerei, svolta nei controlli: per i voli nazionali e Schengen basta la carta d’imbarco

Una piccola rivoluzione sta prendendo forma nei cieli italiani (e non solo): non sarà più necessario mostrare un documento d’identità al momento dell’imbarco per i voli nazionali e per quelli diretti verso i Paesi dell’area Schengen. Basterà la carta d’imbarco, digitale o cartacea.

La novità, frutto di una riscrittura del Programma nazionale per la sicurezza dell’aviazione civile, è stata approvata dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) con il via libera del Ministero dell’Interno, e segue una fase di sperimentazione avviata su alcune rotte. Ora la nuova procedura sarebbe estesa a tutti gli aeroporti italiani, almeno per i voli verso Paesi che aderiscono all’accordo di Schengen.

Secondo la nuova impostazione, la sicurezza è già garantita dai controlli effettuati all’ingresso nelle aree aeroportuali: metal detector, scanner, perquisizioni e screening vari. All’interno dell’area sterile, dove si trovano i gate, i passeggeri sono già stati sottoposti a verifiche stringenti.

Tocca ora ai vettori aerei, secondo l’Enac, assicurarsi che il nome sulla carta d’imbarco corrisponda visivamente a quello del passeggero. Il controllo del documento d’identità non è più obbligatorio, ma può essere richiesto in caso di dubbi o controlli a campione.

Attenzione, però: la novità non vale per i voli extra Schengen. Chi viaggia verso Paesi al di fuori dell’area dovrà continuare a esibire regolarmente il proprio documento d’identità o il passaporto, come previsto dalle normative europee.

Inoltre, per alcune tratte “sensibili” interne all’Italia o dirette verso paesi confinanti come la Francia, il Viminale ha chiesto alle compagnie aeree di mantenere i controlli dei documenti, in funzione di prevenzione rispetto a fenomeni di immigrazione irregolare.

Secondo le stime, entro la fine del 2025 saranno 51 milioni i passeggeri che usufruiranno della semplificazione all’imbarco. Nel 2026 si arriverà a 92 milioni. Si tratta di un cambiamento che punta a snellire le operazioni aeroportuali, riducendo le code al gate e i tempi d’imbarco, ma che non sostituisce in alcun modo i controlli di sicurezza già esistenti.

In ogni caso, il consiglio è di non lasciare mai a casa i documenti. Oltre ai controlli casuali, potrebbero essere richiesti all’arrivo in altri Paesi, dove le regole potrebbero non essere allineate a quelle italiane. E naturalmente saranno indispensabili per tornare in Italia in caso di necessità o imprevisti.

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