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Maturità, proteste con la scena muta: Valditara annuncia la stretta dal prossimo anno

Dopo il secondo caso registrato in Veneto di “scena muta” durante l’orale della Maturità come forma di protesta contro il sistema scolastico, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato una svolta: «Chi boicotta l’esame sarà bocciato».

La decisione arriva in seguito all’episodio di una studentessa liceale di Belluno che ha deciso di non rispondere ad alcuna domanda durante l’esame orale, seguendo l’esempio di Gianmaria Favaretto, studente del liceo scientifico Fermi di Padova. Entrambi hanno motivato il gesto come un atto di protesta contro il sistema di valutazione scolastica, denunciando l’eccessiva competitività e la mancanza di empatia da parte del corpo docente.

Nonostante il gesto clamoroso, i due studenti saranno comunque promossi: essendosi presentati all’orale e avendo superato i 60/100 complessivi grazie ai crediti e agli scritti, l’esame risulta formalmente valido.

Ma il ministro Valditara è stato chiaro: dalla Maturità 2026 in poi, il regolamento cambierà. «Se un ragazzo non si presenta all’orale, oppure sceglie consapevolmente di non rispondere per boicottare l’esame, e non perché non è preparato – ha spiegato – sarà bocciato e dovrà ripetere l’anno».

La misura mira a difendere la serietà dell’esame di Stato e a scoraggiare forme di dissenso che, secondo il ministro, danneggiano il valore dell’istruzione pubblica e del merito. Il dibattito resta aperto, tra chi invoca maggiore ascolto delle voci critiche degli studenti e chi sostiene la necessità di tutelare il rigore e l’equità del sistema scolastico.

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