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Omicidio Gioia, ridotta a 16 anni la condanna per Giovanni Limata

Si è celebrato questa mattina, davanti ai giudici della I Sezione della Corte d’Appello di Napoli, l’atteso appello bis per Giovanni Limata, il giovane di Cervinara autore del brutale omicidio di Aldo Gioia, compiuto nella primavera del 2021. L’imputato, difeso dal penalista Rolando Iorio, ha ottenuto un’ulteriore riduzione della pena: due anni in meno rispetto alla precedente condanna, grazie al riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sull’aggravante della premeditazione.

Il nuovo processo di secondo grado è stato disposto dalla Corte di Cassazione che, nei mesi scorsi, aveva rigettato il ricorso di Elena Gioia – figlia della vittima e co-imputata nel delitto – ma accolto parzialmente quello presentato dai legali di Limata, annullando con rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio.

Nel primo processo, celebrato davanti alla Corte d’Assise di Avellino, entrambi i giovani, noti alle cronache come i “fidanzatini killer”, erano stati condannati a 24 anni di reclusione. Una sentenza poi riformata dalla IV Sezione Penale della Corte d’Appello di Napoli, che aveva ridotto la pena a 18 anni per entrambi gli imputati, riconoscendo a Limata un vizio parziale di mente e ad Elena Gioia la prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti.

Ora, nell’Appello bis celebrato solo per Limata, i giudici hanno accolto le argomentazioni del difensore Rolando Iorio, che ha insistito sul profilo soggettivo e sulla necessità di riequilibrare ulteriormente la pena. Con la nuova pronuncia, la condanna per Limata scende a 16 anni di reclusione.

L’uomo fu ucciso nella propria abitazione di Avellino con numerose coltellate inferte da Giovanni Limata, mentre dormiva sul divano. A spingerlo all’azione, secondo la ricostruzione degli inquirenti, fu un piano preordinato assieme alla fidanzata Elena, figlia della vittima, che voleva eliminare il padre per vivere liberamente la relazione osteggiata dalla famiglia.

Un caso che aveva suscitato rabbia e sgomento, non solo per la giovane età dei responsabili, ma anche per la lucidità con cui fu progettato l’omicidio. Nonostante ciò, le valutazioni psichiatriche su Limata e le attenuanti concesse hanno inciso in modo decisivo nel percorso giudiziario.

Con questa ulteriore riduzione, si conclude (salvo nuovi ricorsi) il lungo iter processuale per Giovanni Limata. Resta definitiva, invece, la condanna a 18 anni per Elena Gioia, la cui posizione era già stata cristallizzata dalla Cassazione.

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