Una serie di misure cautelari senza precedenti sono state imposte dalla Corte Suprema del Brasile nei confronti dell’ex Presidente Jair Bolsonaro, nell’ambito di un’inchiesta sul presunto tentativo di colpo di Stato del 2022. Tra le restrizioni più significative, Bolsonaro dovrà indossare un braccialetto elettronico e rispettare un rigido coprifuoco notturno, rimanendo nella sua residenza di Brasilia ogni sera dalle 19:00 alle 7:00 del mattino successivo.
Le disposizioni, notificate durante un’operazione della polizia federale che ha interessato anche la sede del Partito Liberale di Bolsonaro, segnano un livello di sorveglianza inedito per un ex capo di Stato brasiliano.
Oltre alla sorveglianza elettronica e al coprifuoco, l’ex leader non potrà più utilizzare i social network (come X, Facebook o Instagram) né avere contatti con co-indagati o con diplomatici stranieri. Questo divieto si estende anche a comunicazioni indirette o tramite terze persone, riflettendo l’intenzione della Corte di interrompere ogni forma di influenza e comunicazione pubblica da parte dell’ex presidente, già indagato per propaganda e incitamento al colpo di Stato.
Particolarmente significativa è l’interdizione ai contatti con diplomatici stranieri, una misura insolita che sottolinea la delicatezza del quadro internazionale connesso al caso.
Durante l’irruzione nella residenza di Bolsonaro a Brasilia, la Polizia Federale ha informato la Corte Suprema del ritrovamento di circa 10.000 dollari. L’operazione è stata eseguita su ordine del giudice Alexandre de Moraes, relatore del caso e figura centrale nella giurisprudenza brasiliana, noto per la sua linea intransigente contro la disinformazione e le manovre sovversive.
De Moraes è lo stesso magistrato che aveva guidato l’inchiesta contro la disinformazione online e che, durante le elezioni, aveva messo sotto pressione le piattaforme social per contenuti considerati pericolosi per la democrazia. La decisione di avviare il processo contro Bolsonaro per tentato golpe, già annunciata a marzo, ha rafforzato l’impressione di un percorso giudiziario accelerato.
La notizia ha avuto subito eco all’estero, provocando reazioni diverse. Negli Stati Uniti, Donald Trump – alleato storico di Bolsonaro – ha parlato di una “caccia alle streghe”, criticando apertamente le autorità brasiliane e il giudice de Moraes. Voci critiche sono emerse anche da ambienti diplomatici conservatori, che vedono nella decisione della Corte un precedente pericoloso.
Le misure imposte a Bolsonaro, la cui Procura ha formalmente avanzato una richiesta di condanna fino a 43 anni per tentato golpe, potrebbero avere un impatto sulle relazioni internazionali del Brasile, in particolare con gli Stati Uniti, dove vive attualmente Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex presidente e anch’egli coinvolto nell’inchiesta.






