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Ariano, allarme medici in scadenza di contratto a fine mese al Frangipane

 

All’ospedale “Frangipane – Bellizzi” di Ariano Irpino si respira un clima di grande incertezza. A pochi giorni dalla scadenza dei contratti, sembrerebbe che oltre 56 medici, distribuiti tra i presìdi di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, siano in attesa di notizie. Si tratta in buona parte di professionisti già in pensione, richiamati in servizio negli ultimi mesi per far fronte alla cronica carenza di personale sanitario. Eppure, a poche ore dalla scadenza, nessuno di loro avrebbe ricevuto comunicazioni ufficiali: né una proroga né una cessazione formale del rapporto.

Il nodo critico è fissato alla mezzanotte del 31 luglio 2025. A quell’ora, tecnicamente, i contratti in essere scadranno. Ma cosa accadrà se uno di questi medici avrà un turno in programma proprio nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto? A chi dovrà fare riferimento? Chi si assumerà la responsabilità legale e sanitaria di quel servizio, se il medico risulterà fuori contratto?

Domande che, al momento, restano senza risposta. E che preoccupano non solo il personale in servizio, ma anche un’intera comunità che da anni si affida a questo presidio. Il Frangipane – oggi anche co-intitolato al compianto cardiologo Gennaro Bellizzi – rappresenta infatti uno dei poli ospedalieri più importanti della provincia, insieme all’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi. Un punto di riferimento per oltre 100.000 cittadini.

Nel frattempo, la tensione si estende ben oltre i confini locali. La scadenza dei contratti di questi professionisti coincide con un altro nodo critico a livello nazionale: l’impossibilità, dal 1° agosto, di utilizzare i cosiddetti medici “gettonisti” – cioè i professionisti esterni assunti tramite cooperative – nelle aree di emergenza-urgenza. A prevederlo è il decreto ministeriale del 17 giugno 2024, che impone la fine di questo meccanismo, fino ad oggi fondamentale per garantire la sopravvivenza dei pronto soccorso in molti ospedali italiani. A lanciare l’allarme è stato il presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino, Francesco Sellitto, che ha parlato senza mezzi termini:

“Ci saranno gravi problemi negli ospedali in Irpinia, soprattutto in quelli periferici come Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino, ma anche all’AORN Moscati di Avellino. Bisogna trovare subito soluzioni alternative”. Sellitto ha chiesto una deroga urgente almeno per i medici in quiescenza, sottolineando come la loro presenza sia spesso determinante per garantire la tenuta dei servizi ospedalieri, soprattutto nei reparti critici e in periodi delicati come quello estivo.

“A differenza del personale fornito dalle cooperative, a volte a tariffe superiori a quelle degli assunti – spiega – i pensionati convenzionati forniscono un servizio prezioso, in particolare nei pronto soccorso e nei reparti di chirurgia. In un periodo come questo, segnato dalle ferie e dalla carenza cronica di personale, la loro assenza rischia di far collassare l’intero sistema”.

La situazione dunque è seria e il tempo stringe. Se non arriveranno risposte concrete nelle prossime ore, il rischio è che, già dal 1° agosto, interi turni restino scoperti, con ripercussioni dirette sull’assistenza ai cittadini e sulla sicurezza delle cure. Il silenzio delle istituzioni sanitarie – in primis dell’ASL di Avellino, oggi guidata dal direttore generale Conte – viene vissuto con crescente frustrazione da medici e operatori, che da mesi portano avanti il lavoro tra mille difficoltà. Chi ha già trovato un altro incarico si starebbe preparando ad andar via. Chi invece è ancora disponibile, si trova sospeso nell’incertezza: potrà continuare a lavorare, oppure dovrà fermarsi da un giorno all’altro? O, peggio, da un’ora all’altra? Non si tratta più solo di una questione contrattuale, ma di responsabilità. Lasciare ospedali senza medici, senza aver pianificato soluzioni alternative, rischia di configurarsi come una vera e propria interruzione di pubblico servizio.

Il tempo per agire sta per scadere. E questa volta non è un modo di dire: scade davvero, alla mezzanotte del 31 luglio, proprio nel cuore della notte.

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