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Terremoto devastante in Kamchatka: magnitudo 8.8 e tsunami nel Pacifico settentrionale. Allerta in tutto il mondo

Uno dei terremoti più forti mai registrati nella storia recente ha colpito la penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, nelle prime ore di oggi, mercoledì 30 luglio. La scossa, di magnitudo 8.8, ha avuto epicentro a circa 119 chilometri a sud-est della città di Petropavlovsk-Kamchatsky, a una profondità di 20,7 chilometri, ed è stata seguita da un violento tsunami che ha attraversato il Pacifico settentrionale, sollevando onde alte oltre tre metri.

Secondo il Centro di allerta tsunami del Pacifico, l’evento ha avuto un impatto immediato sulla regione, generando un’onda anomala che ha colpito prima la zona costiera di Severo-Kurilsk, il principale insediamento delle isole Curili, per poi propagarsi rapidamente verso le coste del Giappone, delle Hawaii e di altre aree a rischio, inclusi Alaska, California, Messico, le isole Galapagos, il Perù, la Cina e la lontana Nuova Zelanda, a oltre 9.600 chilometri dall’epicentro.

Le autorità locali della Kamchatka parlano di “numerosi feriti” e raccomandano la massima prudenza. “Esorto tutti a stare lontani dalla costa nelle aree a rischio tsunami e ad ascoltare gli annunci degli altoparlanti”, ha scritto su Telegram il governatore della Kamchatka, Vladimir Solodov. Gli abitanti delle zone colpite sono stati evacuati verso aree più elevate e sicure. Nelle Hawaii, l’allarme è scattato durante l’ora di punta del martedì pomeriggio, causando lunghe code sulle autostrade di Honolulu e la chiusura di scuole e servizi pubblici. Secondo il centro americano, un’onda di 1,21 metri ha colpito la città di Haleiwa, e altre potrebbero seguire con intervalli di circa 12 minuti.

Il Giappone, tra i primi Paesi a lanciare l’allerta, ha subito interruzioni nei collegamenti marittimi e ferroviari. I traghetti tra Hokkaido e Aomori e alcune tratte locali sono stati sospesi, così come i collegamenti tra Tokyo e le isole vicine. L’aeroporto di Sendai ha chiuso temporaneamente la pista. Fortunatamente, non si segnalano anomalie alle centrali nucleari. La Tokyo Electric Power Company, gestore della centrale di Fukushima Daiichi, ha riferito che circa 4.000 lavoratori sono stati evacuati su un’area sopraelevata all’interno del complesso, da dove continuano a monitorare l’impianto.

Il terremoto di oggi è il più potente nella zona della Kamchatka dal 1952, quando un sisma di magnitudo 9.0 colpì la stessa regione, causando danni rilevanti ma nessuna vittima. Stavolta, tuttavia, la portata globale dell’allarme è senza precedenti. “Restate forti e state al sicuro”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rivolgendosi alla popolazione americana delle aree interessate.

Gli esperti dell’Accademia delle scienze russa avvertono che potrebbero verificarsi ulteriori scosse di assestamento per almeno un mese. Solo nel mese di luglio, la regione era già stata colpita da cinque terremoti significativi, il più forte dei quali aveva raggiunto la magnitudo 7.4. Ora, la priorità resta la sicurezza delle persone. In molte zone, le autorità stanno predisponendo strutture di accoglienza temporanea e proseguono i monitoraggi lungo tutte le coste potenzialmente esposte.

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