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Avellino, il degrado nel parco di Piazza Kennedy: tra minacce, traffico di sostanze illegali e liti violente

A Piazza Kennedy non si può più nemmeno passeggiare in tranquillità. Basta alzare un telefono per fare qualche ripresa, magari per documentare il degrado, e in pochi istanti si viene circondati, intimiditi, seguiti. È successo in pieno giorno, nel centro di Avellino. Una semplice ripresa per mostrare lo stato in cui versa il parco si è trasformata in un episodio surreale: toni minacciosi, volti ostili, gente che chiede di smettere, qualcuno addirittura che insegue e pretende di vedere – o confiscare – il cellulare. Un episodio che racconta molto più di quanto sembri. Racconta di un luogo pubblico che pubblico non è più. Di uno spazio urbano dove il cittadino comune non si sente al sicuro, e dove l’atto di osservare diventa un atto di coraggio. Una realtà inquietante, resa ancora più grave dal fatto che tutto è accaduto in pieno pomeriggio. E se questa è la situazione alla luce del sole, viene da chiedersi: cosa accade qui, di sera? Piazza Kennedy avrebbe tutte le carte in regola per essere un polmone verde vivace, centrale, accessibile. E invece, negli ultimi anni, è diventata una delle zone più problematiche di Avellino. Il degrado è sotto gli occhi di tutti: rifiuti, incuria, assenza di controlli e una sensazione generale di abbandono.

Non è la prima volta che l’area finisce sotto i riflettori. In passato, la piazza è stata al centro di operazioni mirate contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Blitz, controlli, denunce: la cronaca ha già raccontato altre pagine nere di questo stesso luogo. A riportare l’attenzione è stato nei giorni scorsi il giornalista Enzo Costanza, con un servizio che ha documentato una realtà che molti conoscevano ma pochi raccontavano. Un video, qualche minuto di immagini, e quella verità scomoda è finita sotto gli occhi di tutti.

Oggi Piazza Kennedy appare diversa solo in superficie: silenziosa, più pulita, più vivibile. Ma un’operazione di facciata non basta a cancellare anni di abbandono. Piazza Kennedy ha bisogno di molto di più: presidi fissi, progetti sociali, eventi, vita vera. Un parco urbano non è un luogo da bonificare ogni tanto, ma uno spazio da abitare, da curare, da far crescere con e per la comunità.

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