Il 15 agosto è una di quelle date che in Italia non si discutono: si festeggia, punto. Ma dietro la grigliata e l’anguria ghiacciata c’è una storia lunga più di duemila anni. Tutto comincia nel 18 a.C., quando Ottaviano Augusto istituisce le Feriae Augusti, un periodo di riposo per celebrare i raccolti e dare tregua a uomini e animali. Niente scadenze, niente lavoro: solo corse di cavalli, banchetti e fiori perfino per i muli.
Nel VII secolo la Chiesa cattolica “prenota” la data per l’Assunzione di Maria, fissando il 15 agosto come il giorno in cui la Madonna, secondo la fede, fu accolta in cielo corpo e anima. La solennità resta, ma la festa si allarga al popolo: processioni di fedeli, ma anche superstizioni come il divieto di lavorare o di fare il bagno in mare per non sfidare la sorte.
Il Novecento aggiunge un capitolo popolare: tra gli anni ’30 e ’40 nascono i treni popolari di Ferragosto, biglietti a prezzo ridotto per portare le famiglie al mare o in montagna. Così la ricorrenza diventa il rito collettivo che conosciamo: città deserte, spiagge affollate, tavolate infinite e l’arte nazionale di far convivere santi e salsicce senza che nessuno si offenda.
Ferragosto è sopravvissuto a imperatori, papi e regimi, restando sempre fedele alla sua missione: regalare all’Italia un giorno in cui il tempo si ferma, il cielo profuma di brace e il Paese intero si ricorda che, sacro o profano, l’importante è brindare insieme.





