C’è un momento, nella vita, in cui lo sguardo allo specchio smette di essere distratto e diventa una domanda scomoda: “Quante estati mi restano?” Non è una riflessione da contabili dell’anagrafe. È un pensiero umano, profondo, universale. Se lo è posto — e lo ha condiviso — Alba Parietti, nella notte stellata di Formentera, trasformando un attimo di fragilità in un gesto di orgoglio.
Ma quello che poteva essere un post malinconico è diventato un grido di ribellione. Una piccola rivoluzione sotto forma di selfie.
“Volete forse decidere voi per me, l’età in cui dovrei smettere di farmi selfie, smettere di sognare, di giocare, di aspettare, di sperare, di innamorarmi?” scrive Alba su Instagram. Parole che vanno ben oltre la semplice difesa dell’autostima: diventano un manifesto. Una dichiarazione di indipendenza, non solo femminile, ma profondamente umana. La libertà di continuare a vivere il proprio tempo come si vuole, al di là dei numeri, degli stereotipi, delle etichette.
In un mondo dove l’età — soprattutto per le donne — sembra ancora un confine invisibile ma rigido, Alba Parietti sfida le convenzioni non con rabbia, ma con poesia. Già tempo fa scriveva: “La vanità non è stupidità, alla mia età ha qualcosa anche di poetico perché sai che il dono prima o poi ti verrà tolto e lo vuoi conservare più a lungo possibile.”
Una frase che vale più di tante analisi sociologiche. Che ricorda come anche la cura di sé, il desiderio di piacere, il mostrarsi e raccontarsi siano atti d’amore verso la vita. Non è solo estetica: è resistenza. È rivendicazione del diritto a sentirsi vivi, attraenti, desideranti.
Il post della Parietti, tra selfie, stelle e riflessioni, arriva in un tempo in cui il dibattito pubblico è ancora attraversato da un sottile (e spesso feroce) ageismo. Quante volte una donna viene criticata per ciò che “non dovrebbe più fare”? Per come si veste, per come si mostra, per come si ama?
E invece Alba risponde con l’ironia, con la bellezza e con il pensiero. Perché sì, si può invecchiare — anzi, vivere — senza chiedere il permesso. Perché la libertà non ha età. E forse, proprio in questo, sta il segreto delle estati che ancora verranno: smettere di contarle, e cominciare a viverle tutte come se fossero la prima.






