Una serata in famiglia si trasforma in un incubo sotto le luci strobo del quartiere Fuorigrotta, a Napoli. Un ingegnere milanese di 47 anni, in visita dalla famiglia, scende dall’auto per aiutare un giovane caduto e invece si ritrova vittima di un’aggressione feroce da parte di una baby gang di giovanissimi.
Era una semplice scena di soccorso — un uomo saldo nei valori — finita in quella che lui stesso definisce “un incubo”. Spinto da senso civico e umanità, si è diretto verso il ragazzo a terra dopo un incidente in scooter. Invece del ringraziamento, è stato accolto da una scarica di calci, pugni e colpi sferrati con caschi. Il tutto sotto gli occhi attoniti della madre, dei figli e dei clienti di un fast food.
Oggi è ricoverato al Cardarelli con il naso fratturato, traumi cranici e lesioni agli occhi — e la domanda che si tormenta di portare ai figli è amara: cosa significa aiutare nel mondo di oggi?
Il fratello, Sergio Lomasto, consigliere della X Municipalità, non interpreta l’aggressione come un fatto episodico: «Non è un caso isolato», denuncia, lanciando un allarme sulle strade che, a suo avviso, si stanno trasformando in terreno di conquista per bande minorili.
La Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti commenta: servono più della repressione, serve un impegno educativo che riporti i ragazzi a confrontarsi con valori, regole e empatia.






